L'AI è un nuovo strumento operativo per il private equity ma rischia di far perdere dei vantaggi

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Mario García Ribeiro (Schroders), Antonio Pérez-Labarta (atl Capital), Noemí Said Robador (BBVA Quality Funds) e José Cloquell (Diaphanum)

L'avvento dell'intelligenza artificiale (AI) sta introducendo un elemento potenzialmente dirompente nel settore del private equity, sebbene la sua portata definitiva rimanga incerta. A differenza di altre ondate tecnologiche, la velocità di adozione, l'ampiezza dei casi d'uso e la capacità di trasformare processi chiave (dalla ricerca di opportunità alla gestione del portafoglio) stanno generando sia grandi aspettative sia incertezza circa il suo impatto strutturale.

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