Cherry Bank fa rotta sul wealth management (e cerca 100 private banker)

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Giovanni Bossi, foto ceduta (Cherry Bank)

Lo sviluppo di una nuova unità di business dedicata al wealth management. È quanto sta mettendo in campo Cherry Bank che ha annunciato un piano per la creazione di un nuovo pool di professionisti nella gestione del risparmio. A sei mesi dalla sua nascita, l’istituto di credito operativo sul mercato con servizi specializzati nel credito per privati e imprese, acquisto crediti fiscali e gestione distressed credit, ha dato l’avvio a un programma di assunzioni di un centinaio di private banker, per la formazione di team da dislocare nelle zone già presidiate dalle filiali della banca (Padova, Mestre, Treviso, Verona e Vicenza) e in altri territori target per disponibilità di ricchezza, con l’obiettivo di creare una boutique per risparmiatori e imprese.

Il piano di investimento nelle risorse si allinea alla definizione dell’istituto, nato a marzo di quest'anno da un progetto partito a ottobre 2021 che ha visto la fusione di Cherry106, intermediario finanziario regolato, in Banco delle Tre Venezie, e che il CEO, Giovanni Bossi definisce una “human bank”. “Se siamo consapevoli che per molte operazioni la digitalizzazione è ormai necessaria, riteniamo che per la gestione dei risparmi, specialmente per conto di una clientela upper affluent, private e high net worth individual, la professionalità del consulente e la capacità di creare relazioni di valore con le persone restano requisiti fondamentali”, afferma l’esperto.

Le opzioni in discussione

Obiettivo dell’istituto è predisporre “due opzioni di servizio, un servizio semplificato e uno avanzato”. Il servizio semplificato sarà offerto gratuitamente alla clientela, mentre quello avanzato prevede il pagamento di una “fee on top” calcolata percentualmente in base al controvalore di portafoglio e con contestuale riconoscimento al cliente di eventuali commissioni incassate dalla banca. L’assenza di “prodotti della casa da favorire”, un approccio multi-brand e multi-style con particolare focus ai temi ESG sono le caratteristiche fondanti dell’intervento della banca.

“Crediamo nel valore del servizio e nell’erogazione di una consulenza sartoriale e di qualità – prosegue Bossi –. D’altra parte, puntiamo alla partnership con fabbriche-prodotto che offrano soluzioni flessibili, specializzate sulle diverse esigenze dei clienti e in linea con le opportunità di investimento più ricercate sul mercato”. Il riferimento del CEO va in particolare, ai prodotti sostenibili, “che crediamo possano avere un forte appeal sulle nuove generazioni, sia tra i privati, sia tra gli imprenditori”.