Come investiranno le Assicurazioni Vita nel mondo post-Covid

Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche, Itinerari Previdenziali
Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche, Itinerari Previdenziali

Il COVID-19 ha accelerato la consapevolezza degli assicuratori che nel prossimo futuro occorrerà rivedere e innovare gli attuali modelli di business e rendere più appetibile e profittevole la nuova offerta. Possono essere riassunti in 4 punti i cambiamenti profondi che la pandemia di COVID-19 produrrà nell’industria assicurativa: 

  • attenzione crescente nei confronti dei criteri ESG;
  • resilienza dei portafogli anche attraverso l’investimento nei mercati privati;
  • innovazione del modello di business;
  • trasformazione tecnologica. 

“In questa direzione, considerando che i tassi rimarranno ancora per molti mesi a livelli bassi o negativi, oltre la metà delle Compagnie prevede una gamma di prodotti più flessibili e mirati, con un maggiore coinvolgimento degli assicurati: tra questi le coperture contro i rischi pandemici e le assicurazioni vita con obiettivi di investimento”, spiega Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali

“Il tutto applicando nel più ampio modo possibile i criteri di sostenibilità e ESG, che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale e trainante, in accordo anche con la sensibilità generale dei clienti, sempre più attratti dalle tematiche ambientali e sociali. Insomma nuovi modelli di business, ma anche nuove modalità negli investimenti e nella gestione del rischio”, aggiunge.

Anche la digital innovation condizionerà le modalità di progettazione, distribuzione, gestione e monitoraggio di molti prodotti, introducendo nell’offerta assicurativa ampi elementi di semplificazione e flessibilità di scelta. “Non solo, la tecnologia consentirà inoltre anche un cambiamento nell’organizzazione del lavoro aumentando i processi di smart working per una parte significativa della propria forza lavoro”.

Come investono le Assicurazioni Vita

Secondo Betti Candia, chief investment officer di Zurich Investment Life, il lavoro di gestore di portafoglio nelle compagnie assicurative si avvicina sempre di più a quello del risk manager. “Per superare l’emergenza abbiamo costruito portafogli resilienti con un approccio ALM strutturato e rigoroso”, spiega. Investiamo su temi che ci possano dare stabilità nel futuro con un orientamento verso gli asset reali”.

Anche per Carlo Cavazzoni, chief investment officer di Vittoria Assicurazioni la diversificazione nei portafogli è fondamentale. “Negli ultimi anni abbiamo cominciato ad investire anche in strumenti alternativi, ma non pensiamo di aumentare l’esposizione verso questa asset class data la particolare situazione nei mercati. La compagnia dà particolare importanza agli investimenti che seguono i criteri ESG. “Al di là delle singole scelte di portafoglio, in futuro anche la normativa imporrà maggiore disclosure sull’impegno verso le variabili ambientali, sociali e di governance”.

Secondo Matteo Riccardi, direttore Finanza Bipiemme Vita bisogna fare una differenza tra rischio diversificabile e sistematico: “durante la pandemia è stato molto difficile contenere il rischio sistematico durante il crollo dei mercati”, spiega. “Anche le valutazioni ESG aiutano a mantenere il portafoglio più resiliente in condizioni di stress di mercato”. 

Sempre in tema di diversificazione del rischio, Ettore Turrina, responsabile Equity and Investment Fund Portfolio Management di Itas Mutua Assicurazioni spiega che la Compagnia sta investendo anche in infrastrutture: “questa particolare asset class orientata verso un orizzonte temporale di lungo periodo offre delle opportunità di sviluppo e cash flow sostenibili”, spiega. “Inoltre stiamo lavorando a una policy interna per la definizione dell’investimento sostenibile. Manca ancora una standardizzazione di mercato che possa rendere più oggettive le analisi dei peer group”.