De La Maza (Janus Henderson): “Nel 2022 il più grande rischio è di non avere un portafoglio ben diversificato”

Business asset manager, De La Maza (Janus Henderson): “Nel 2022 il più grande rischio è di non avere un portafoglio ben diversificato”
Ignacio De La Maza. Foto ceduta (Janus Henderson)

Il 2022 è cominciato nel segno dell'incertezza per la diffusione fulminea della variante Omicron che ha posticipato ancora una volta il pieno ritorno alla normalità. E non solo. Nel nuovo anno ci sono altri rischi di non poco conto nel radar degli investitori: il primo è di sicuro l’inflazione che si è dimostrata meno transitoria di quanto previsto, a cui bisogna aggiungere l’avvio della normalizzazione delle politiche monetarie espansive decise dalle Banche centrali durante la crisi. Ma in questo scenario complesso e di non semplice decodifica, secondo l’head of EMEA Intermediary e LatAm di Janus Henderson Ignacio De La Maza, una cosa è chiara: “Il vero rischio sarà di non avere un portafoglio a gestione attiva ben diversificato”, ha detto in un’intervista a FundsPeople. “Insisto sul concetto di gestione attiva. Il 2021 ha infatti dimostrato l’importanza di questo tipo di gestione e prevediamo che questo si ripeterà anche nel 2022”, ha spiegato. “Di fronte alle nuove varianti, l’inflazione e le aspettative di rallentamento della crescita, la gestione attiva e la diversificazione permetteranno agli investitori di navigare la crescente incertezza”, dice.

“La nostra view rimane comunque positiva per i prossimi 12 mesi. L’inflazione ad ogni modo dovrebbe assestarsi al di sotto dei picchi superiori al 5% che abbiamo registrato negli scorsi mesi, dando luogo ad uno scenario che continuerà a favorire l’azionario rispetto all’obbligazionario”, dice l’esperto di Janus Henderson. Secondo De La Maza l’esposizione ai settori growth e alla tecnologia che hanno ampiamente beneficiato sino ad ora delle misure di QE dovrà essere riconsiderata a favore di altri segmenti degli indici più sensibili l’inflazione e orientati ai dividendi. “In particolare, vediamo valore nei titoli europei, per la specifica composizione degli indici di questa regione e per le valutazioni più attraenti rispetto ai listini US”, afferma. Ancora, un'altra delle asset class su cui punta il gestore sono i REITs, le società quotate del mercato immobiliare, che in previsione di un aumento del costo degli affitti possono fornire una buona copertura dall’inflazione. Sul versante obbligazionario invece l’interesse si concentra sui segmenti high yield, per l’ambiente di tassi bassi che nonostante i possibili aggiustamenti al rialzo dei tassi è destinato a proseguire, e sui segmenti a più alto valore come quello dei secured loans.

Cavalcare il trend della sostenibilità

Tra le aree a maggiore potenziale di crescita su cui Janus Henderson intende far leva per consolidare la sua posizione di leadership sul mercato europeo vi sono gli investimenti sostenibili, che hanno conosciuto un forte sviluppo durante la pandemia e sono sempre più richiesti dai clienti. Una delle soluzioni di punta del gestore in questo ambito è il Global Sustainable Equity Fund che è stato recentemente classificato come Articolo 9 ai sensi della regolamentazione SFDR. “Attualmente siamo al lavoro per implementare i criteri ESG in tutti i nostri fondi e stiamo rivedendo tutte le nostre strategie con l’obiettivo di renderle conformi dove possibile all’Articolo 8 o Articolo 9 per la nuova normativa europea”, spiega De La Maza. Lo scorso anno l’attività del gestore nel campo degli ESG si è focalizzata anche sui lanci di nuovi veicoli, con l’arricchimento della gamma sostenibile grazie al Sustainable Future Technologies Fund e l’US Sustainable Equity Fund. “Nel giugno del 2022 avremo il 60% degli AUM della nostra SICAV lussemburghese conforme agli Articoli 8 o 9, sia per l’equity che per il fixed income e le strategie alternative”, ha illustrato il manager. “In generale, tutto ciò che ha un focus tematico continuerà a crescere, sulla scia dell’aumento della richiesta di questo tipo di soluzioni registrata negli ultimi anni. Nella nostra gamma abbiamo dei prodotti sulla tecnologia, su real estate ed healthcare”, ha osservato.

Inoltre, l’esperto evidenzia un appetito crescente sul debito privato e sulle strategie alternative sull’obbligazionario, che forniscono fonti alternative di rendimento nell’ambiente di tassi bassi. “Abbiamo anche un presidio robusto sul versante degli alternativi liquidi, che per le pressioni degli ultimi anni sul fixed income, hanno registrato un significativo aumento delle allocazioni”, conclude.  

Idee per il mercato italiano

Per il segmento retail italiano Janus Henderson pensa ad una proposta che si discosta leggermente dalla filosofia di base dell'asset allocation: “Al posto della classica idea di un'esposizione ripartita tra bond e equity, proponiamo il nostro Balaced Fund inserito nella parte core dei portafogli”, ha aggiunto il country head Italia, Federico Pons. “Questa nostra strategia consolidata, che abbiamo messo a punto da oltre 20 anni, si distingue per la capacità di proteggere dai drawdown e partecipare al contempo ai rendimenti offerti dall'equity, arrivando fino al 65% di esposizione alle azioni, che è un livello un po' superiore rispetto ai fondi bilanciati offerti in Italia. Si tratta di una soluzione semplice ed eccellente, in cui crediamo molto”, ha detto. Anche nel mercato nostrano vi è una grande attenzione per l'offerta tematica: “In questo segmento, abbiamo un fondo storico che è il Global Life Sciences e la nostra nuova proposta Global Sustainable Equity, oltre alle ultime soluzioni ESG lanciate lo scorso settembre e di cui abbiamo parlato poc’anzi: il Sustainable Future Technologies e l’US Sustainable Equity”, conclude Pons.