Enti previdenziali, le nuove forme di copertura sanitaria

Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche, Itinerari Previdenziali
Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche, Itinerari Previdenziali

Durante l’evento di Itinerari Previdenziali “Le nuove coperture sanitarie per gli iscritti a Fondi e Casse assistenziali e previdenziali” si è approfondito il tema dell’assistenza sanitaria integrativa. Casse di Previdenza privatizzate, fondi pensione negoziali e preesistenti e fondi e Casse di assistenza sanitaria integrativa hanno sperimentato per la prima volta nella loro breve storia gli effetti di una pandemia che ha messo a dura prova le strutture, l’operatività e le prestazioni verso gli iscritti.  

“Il Covid-19 ha reso necessario ripensare gli strumenti e le strategie su cui è basato l’attuale modello di protezione sociale, in termini soprattutto sanitari e assistenziali”, fa notare Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.

“Gli attori della sanità integrativa e gli enti previdenziali sono intervenuti fornendo una prima risposta all’emergenza: nel primo caso, attraverso coperture specifiche come indennità per ricoveri e isolamenti domiciliari o rimborsi per prestazioni mediche effettuate a domicilio a favore degli aderenti; nel secondo caso, con misure straordinarie a sostegno dei redditi, della professione e della salute degli iscritti, oltre ad anticipare le risorse pubbliche gestendo per i mesi di marzo e aprile la cosiddetta indennità di 600 euro, elevata in seguito a 1.000 euro per 495.000 richieste ammesse in media ogni mese”.

Umberto Guidoni, co-Direttore Generale ANIA fa notare che l’Italia è caratterizzata da una popolazione anziana con un numero crescente di cittadini che hanno sempre più bisogno di assistenza sanitaria. “Ad oggi la spesa sanitaria è divisa tra 115 miliardi del settore pubblico e 40 di quello privato che cresce con un ritmo del 2,7% annuo”, spiega. 

“Di fronte a questi numeri il ruolo delle assicurazioni è di primaria importanza”, spiega Carlalberto Crippa, direttore Business development & Marketing Cattolica Assicurazioni. “Siamo diventati un player che deve intermediare in un ecosistema pubblico-privato”.

Giovanna Gigliotti, amministratore Delegato UniSalute S.p.A. ritiene che la sanità privata deve arrivare dove quella pubblica fa fatica. “Il servizio integrativo deve giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione e in tutte quelle prestazioni accessorie come ad esempio le spese odontoiatriche”.

Secondo Michele Carpinetti, presidente QuAS la pandemia è stata l’occasione per le parti sociali di riflettere sul ruolo integrativo dei fondi privati. “Sono tutti aspetti che vanno nella direzione di sopperire le carenze del sistema sanitario pubblico” .

Anche secondo Claudio Graziano, presidente Fondo pensione a prestazione definita Gruppo Intesa Sanpaolo bisogna lavorare sull’integrazione dei servizi pubblici e privati, ma non bisogna dimenticare di investire su piani sanitari sostenibili sul territorio.

Casi pratici

Fabio Cappuccio, direttore Generale Previmoda ricorda che nel 2020 il Fondo ha messo a disposizione dei propri associati l’accesso a prestazioni con tariffe agevolate a strutture convenzionate per rispondere all’emergenza coronavirus. “Il nostro obiettivo prossimo è di mettere a disposizione una copertura long term care”.

Nel corso del 2020, anche Cassa Forense ha ampliato i servizi per gli aderenti. “Con il Covid 19 abbiamo fatto un’appendice alla polizza assicurativa offrendo agli associati una diaria in caso di malattia e dei servizi integrativi di videoconsulto”, spiega Michele Proietti, direttore Generale Cassa Forense.