ESMA torna a ricordare i rischi dell’investimento in criptovalute

rischi criptovalute, ESMA torna a ricordare i rischi dell’investimento in criptovalute
Aleksi Räisä, Unsplash

L'ESMA ha pubblicato un nuovo rapporto su tendenze, rischi e vulnerabilità dei mercati. In esso si analizzano i principali impatti sui mercato finanziario. Tra questi, evidenziati i crescenti rischi di credito legati a un eccesso significativo di debito pubblico e aziendale, così come quelli legati agli investimenti in criptovalute non regolamentate.

Per il regolatore, i rischi rimangono molto alti a livello globale. Il significativo rally dei mercati azionari e la valutazione degli indici di debito che hanno raggiunto livelli pre-pandemici contrastano con i deboli fondamentali economici. È proprio questo disaccoppiamento tra l'economia e i mercati che preoccupa. Così, il pericolo principale evidenziato è quello di un'inversione nella percezione del rischio degli investitori e si un'improvvisa correzione del mercato.

Criptovalute: i regolatori ricordano i rischi

Le criptovalute continuano ad attirare l'attenzione del pubblico. In considerazione di ciò e le autorità di vigilanza europee (EBA, EIOPA e ESMA) insistono sui loro precedenti avvertimenti.

Ricordano agli investitori che alcune criptovalute sono altamente rischiose e speculative. Un primo monito era stato lanciato nel febbraio 2018, in cui si era posto l’accento sulla necessaria consapevolezza degli alti rischi dell'acquisto e/o della detenzione di questi strumenti, che include la possibilità di perdita del capitale.

"Le criptovalute sono disponibili in molte forme, ma la maggior parte di esse rimane non regolamentata nell'UE", ricorda il regolatore. Ciò significa che i consumatori che comprano e/o possiedono questi strumenti non beneficiano delle garanzie e delle tutele associate ai servizi finanziari regolamentati.

Nel settembre 2020, la Commissione europea ha presentato una proposta legislativa per regolare i mercati delle criptovalute, che resta soggetta al risultato del processo legislativo.  Pertanto, i consumatori non beneficiano attualmente di nessuna delle salvaguardie previste dal disegno di legge comunitario.