Falchi (EASIM): “Le rotazioni settoriali saranno decisive nella scelta dell’asset allocation”

Mirko Falchi
Foto Enrico Frascati per FundsPeople

Dopo un inizio d’anno positivo i mercati hanno visto già due fasi di volatilità. La prima a febbraio, quando i dati macroeconomici hanno mostrato un rallentamento nella fase di rientro dell’inflazione dai massimi dello scorso anno, generando una risalita dei tassi. La seconda a marzo, caratterizzata da un forte stress nel settore bancario, dopo la crisi delle banche regionali Usa e di Credit Suisse. “È stato il primo episodio di turmoil finanziario provocato dalla restrizione monetaria sincronizzata iniziata nel 2022 contrassegnata da una salita dei tassi rapida ed ampia”, spiega Mirko Falchi, lead analyst e advisory portfolio manager di Euromobiliare Advisory SIM. “I fenomeni di stress finanziario non sono rari nelle fasi terminali di restrizione delle condizioni finanziarie. In questo caso, diversamente dal 2008, l’intervento delle autorità monetarie e dei policy maker è stato molto rapido ed ampio ed ha evitato che una crisi di liquidità, per ora limitata ad alcune situazioni molto specifiche, diventasse una crisi di sistema”.

Tuttavia, secondo l’esperto, quanto accaduto avrà ripercussioni nell’attività del sistema bancario. “Avremo un’ulteriore stretta delle condizioni creditizie, rendendo ancora più complicata la gestione da parte delle banche centrali del trade off tra lotta all’inflazione e stabilità del sistema finanziario. Si prevede quindi un contesto di probabile recessione ed in cui la volatilità sui tassi continuerà ad essere alta e di conseguenza anche le rotazioni settoriali, che, come abbiamo visto nel primo trimestre di quest’anno, diventeranno più decisive nel successo di una scelta di asset allocation”.

Obbligazioni e mercati emergenti in testa

Nel panorama appena delineato (e come ormai ribadito da tutti gli esperti) il fixed income è tornato in auge. “Il mondo obbligazionario è tornato investibile e strategicamente riteniamo interessanti sia i bond governativi, in particolare sui tratti a breve e medio termine, sia il credito di qualità”, conferma Falchi. “Queste sono asset class che, in questa fase, esprimono rendimenti interessanti e che potrebbero beneficiare di una pausa delle politiche monetarie restrittive in particolare in Usa”. Interessante poi anche l’area emergente, sia azionaria che obbligazionaria, che potrebbe trarre beneficio dalla ripresa economica cinese, da una relativa stabilità del dollaro e dei tassi in Usa e in Europa. “Oggi molti di questi Paesi sono meglio posizionati nel controllo dell’inflazione rispetto al mondo sviluppato e presentano traiettorie del debito pubblico sotto controllo con, soprattutto per i Paesi esportatori di materie prime (circa 2/3 del mondo EM), saldi delle partite correnti in miglioramento. In questa fase per quanto riguarda l’azionario, visto il contesto di incertezza macroeconomica, preferiamo i settori difensivi o che esprimono una buona qualità e visibilità sugli utili come ad esempio l’health care, i communication services in particolare statunitensi o le utilities europee”, dice il fund selector.

Quali prodotti selezionare

Guardando ai prodotti selezionati, Falchi spiega come verso fine 2022 la società abbia incrementato le posizioni in prodotti obbligazionari e corporate a breve e media scadenza. “Questi prodotti sono ancora interessanti visto il carry elevato che esprimono e l’avvicinarsi del livello di tasso terminale delle politiche monetarie. Tuttavia in questa fase, in cui si potrebbero verificare altri casi idiosincratici a seguito delle recenti crisi bancarie, è opportuno scegliere strategie attive che mostrino una forte attenzione alla selezione dei singoli emittenti (vista anche la minore necessità di cercare rendimento nei comparti di minor qualità)”.

Sul fronte azionario, invece, ci si concentra più su strategie attive, in cui la generazione di alpha viene ricercata tramite la selezione bottom-up, anche in portafogli concentrati, da combinare con esposizioni al mercato più diversificate. “Ricerchiamo strategie in ambito azionario che implementino in modo dinamico rotazioni settoriali e di stile in base alle condizioni di mercato, che, come visto negli ultimi periodi, sono spesso molto rapide. Guardiamo con attenzione il settore dell'energy sia per motivi fondamentali (valutazioni interessanti, cash flow ancora elevati, probabili Buyback) che più in generale riguardanti il mercato petrolifero, con fattori quali la recente mossa dell'OPEC+ di tagliare improvvisamente la produzione e il contesto di ri-accelerazione cinese che dovrebbero mantenere in equilibrio i corsi del greggio durante il 2023”, conclude.

Tratto dalla rivista FundsPeople di maggio (numero 73)