Lippolis (Ersel SpA): “Il ritorno dei bond? Meglio governativi europei e titoli investment grade”

Catia Lippolis
Foto ceduta

C’è poco da fare. Anche quest’anno l’economia mondiale dovrà affrontare molteplici sfide, tra tensioni geopolitiche e possibili recessioni. Ma in questo 2023 l’inflazione sarà il principale indicatore da monitorare, come dice Catia Lippolis, senior advisory consultant di Ersel SpA.

“Sarà un anno complesso, come lo è stato il 2022. L’inflazione comincia ad evidenziare delle battute d’arresto ma le banche centrali hanno già detto che la lotta non è finita. In questo contesto di incertezza, perciò, sono fondamentali cautela e dinamismo”, spiega subito la professionista. È probabile, infatti, almeno secondo la maggior parte degli outloook delle case di gestione, che i tassi continueranno a crescere nel corso dell’anno. Meglio, dunque, concentrarsi su portafogli difensivi, pronti ad adattarsi ai cambiamenti di scenario.

Equity e fixed income, cosa selezionare?

Anche per chi fa selezione di fondi, quest’anno l’asset class obbligazionaria torna in auge: “preferiamo la parte governativa europea, a bassa e media duration, e i titoli investment grade. In particolare puntiamo sui subordinati bancari e sugli ibridi”, dice la fund selector. Da Ersel sono in cerca di prodotti, poi, anche nel mercato obbligazionario dei Paesi emergenti sia in valuta forte che locale.

Per quanto riguarda il comparto azionario, invece, l’orientamento prevalente è di maggior cautela, in attesa che le valutazioni riflettano il rallentamento economico. “A inizio gennaio abbiamo tirato un respiro di sollievo”, dice Lippolis, “i mercati sono un po’ in ripresa, cosa che stiamo apprezzando. Ma è chiaro che l’incertezza resta ancora alta, soprattutto dopo l’ultima reporting season americana che mostra la necessità di rivedere l’ottimismo nelle proiezioni delle crescite utili. Essere cauti, perciò, è fondamentale. Guardiamo più a prodotti che investono nei settori difensivi, su aziende con cash flow consistenti”. Il team di Ersel seleziona anche fondi tematici, sulla tecnologia, healthcare, innovazione e fondi ESG articolo 8 e 9. “Abbiamo investito anche temi specifici, come la pet economy, l’oncologia o le biotecnologie. In questo senso cerchiamo di selezionare, all’interno delle categorie più classiche, dei gestori un po’ più di nicchia”.

Sul fronte emergente, invece, l’analista si dice positiva nei confronti della Cina. “Già a fine 2022 avevamo voluto prendere esposizione al mercato azionario cinese. La riapertura post Covid del Paese è una svolta importante: siamo stati fortunati ad anticipare i tempi e rimaniamo confidenti e positivi su questa asset class, sia per la parte offshore che onshore”. 

Alternativi e non solo

Un’altra tipologia di fondi che resterà fondamentale selezionare anche quest’anno, è quella degli alternativi. “Già nel 2022 gli alternativi hanno dato un grosso aiuto ai portafogli. Avevamo aumentato i fondi di absolute return, market neutral, even driven. Fondi che hanno aiutato la performance. La tendenza si protrarrà anche nel 2023”, dice Catia Lippolis. Per l’esperta, poi, anche i private markets restano interessanti. “All’interno del nostro team di fund selection abbiamo un professionista che ha una lunga esperienza in fondi illiquidi. Questo ci ha favorito, perché è assolutamente fondamentale essere selettivi ed avere le giuste competenze professionali per analizzare un mondo che presenta gradi di complessità di livello superiore. La selezione è stata vincente negli anni scorsi, proprio quando il contributo di rendimento offerto dalla componente obbligazionaria tradizionale era negativo o pari a zero. Investire in fondi di private debt o private equity ha garantito dei rendimenti interessanti nei portafogli dei nostri clienti”, racconta.

Nelle liste di Ersel ci sono anche ETF azionari e obbligazionari, consigliati adesso solo in chiave di tactical allocation, poiché si ritiene che le soluzioni a gestione attiva abbiano concrete possibilità di aggiungere molto valore nello scenario di cambiamento che stiamo vivendo.  “Tendenzialmente preferiamo ETF a replica fisica, con costi contenuti e masse discrete. Il nostro intervento, in questo caso, sta nell’analizzare l’indice sottostante, soprattutto per gli ETF di recente costituzione”, conclude la fund selector.

Leggi l'intervista anche nella rivista n. 71 di marzo.