Il 38,8% dei lavoratori dipendenti e il 23,7% degli autonomi risulta iscritto a un fondo pensione. I dati, di per sé contenuti, si riducono ulteriormente, rispettivamente al 30,5% e al 13,3%, se si considera chi ha effettuato versamenti nell’arco di 12 mesi. E la disparità di genere continua a rappresentare un campanello di allarme importante per la sostenibilità del sistema sul lungo periodo. A dare conto dell’andamento ancora limitato della previdenza complementare è una ricerca di Moneyfarm. Nel suo osservatorio, la società di consulenza finanziaria con approccio digitale sottolinea come, “a 18 anni dall’entrata in vigore del ‘semestre di silenzio-assenso’, che nel 2007 coinvolse più di cinque milioni di dipendenti del settore privato e portò ad un aumento di oltre il 63% nel numero degli iscritti ai fondi pensione negoziali”, il II pilastro pensionistico fatichi ancora a consolidarsi.
Moneyfarm: la previdenza complementare ancora in ritardo in Italia. Donne e giovani, i grandi assenti

Andrea Rocchetti, foto ceduta (Moneyfarm)
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