Net zero, ecco come valutare la credibilità delle aziende leader nella sostenibilità

scala green
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I Paesi dell'Asia-Pacifico (APAC) giocano un ruolo di primaria importanza nella transizione energetica. Alcuni dati aiutano a inquadrare la portata del fenomeno: cinque tra i dieci maggiori Paesi emittenti di CO2 al mondo, ovvero Cina, India, Indonesia, Giappone e Corea del Sud, si trovano proprio nell'area APAC. Ciò comporta che i cambiamenti nell'utilizzo di energia e nelle emissioni di carbonio che avvengono in questa regione avranno un impatto significativo sul clima globale. A dirlo è uno studio condotto da abrdn sulla scia di un paper realizzato lo scorso anno che evidenzia le caratteristiche della transizione energetica di questa regione ed esamina in che modo il cambiamento climatico avrebbe un effetto sulle valutazioni aziendali.

Nel 2023 la società ha sviluppato ulteriormente questo studio per analizzare la credibilità dei piani aziendali dell'area APAC relativi alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e per identificare le società pioniere di tale evoluzione.

I sei pilastri del nostro framework di credibilità

Come spiegato da Eva Cairns, head of Sustainability Insights & Climate Strategy della società, è stato sviluppato un framework proprietario per valutare i piani aziendali per la transizione. "Un principio fondamentale del nostro approccio è che gli obiettivi relativi alle emissioni di carbonio non possono essere semplicemente presi per buoni in attesa che vengano implementati. I risultati dipendono da una gamma di fattori, comprese le iniziative che le aziende possono intraprendere, le politiche ambientali di riferimento e le tecnologie utilizzate per la decarbonizzazione", spiega l'esperto.

I sei pilastri della credibilità sono:

  • Definizione dei target di emissioni
  • Performance relativa alle emissioni
  • Livello di preparazione tecnologica
  • Capacità di supporto delle politiche
  • Penetrazione del mercato green
  • Climate governance

Sulla base di questi criteri, come commenta Cairns, vengono valutate le aziende e viene assegnato loro un punteggio. "Tale punteggio fornisce una valutazione quantitativa che riflette la nostra fiducia nel fatto che gli obiettivi aziendali vengano effettivamente implementati. Consente inoltre di effettuare una comparazione coerente tra aziende che può essere completata con ulteriori analisi aziendali più qualitative e attive, in particolare laddove vi è carenza di dati", prosegue.

I risultati delle analisi

Andando più nello specifico si noterà che nell'ultimo studio sulla credibilità, abrdn ha analizzato 1.200 titoli large cap o di aziende con un'esposizione significativa alla transizione energetica. Di queste, oltre 300, circa il 28%, hanno sede nell'area APAC, in gran parte in Giappone, India, Cina e Australia.

"La maggior parta di queste società opera in settori ad alta intensità di emissioni, come materiali, industria pesante e utility. La nostra analisi è stata condotta a livello regionale, settoriale e aziendale, comparando le aziende dell'area APAC con le omologhe non APAC", dice l'esperto.

Dai risultati emerge che le aziende APAC hanno in generale un punteggio inferiore alla media, ma sono all'avanguardia per quanto riguarda il livello di preparazione tecnologica.

Inoltre emerge anche una netta differenza tra vari settori e Paesi. "Alcune aziende attive nei paesi APAC più sviluppati, ovvero Giappone e Corea del Sud, hanno un punteggio di credibilità maggiore rispetto alla media globale. Di contro, le società che operano nelle economie asiatiche emergenti, come India e Tailandia, generalmente ottengono punteggi inferiori alla media", dice. Nella ricerca vengono individuati i leader della transizione nell'area APAC, un esempio è Tencent che ha ottenuto il punteggio massimo per la definizione dei target di emissioni (emissions target design), avendo posto in essere obiettivi assoluti che riguardano l'intera gamma di emissioni aziendali (Scope 1, 2 e 3). È sulla buona strada per raggiungere tutti i suoi obiettivi.

Per concludere, secondo abrdn, questa analisi può migliorare le decisioni di investimento in tre modi: attraverso una selezione dei leader della transizione credibili. E poi ancora facendo engagement con quelle società ritardatarie in fatto di cambiamento climatico. In ultima istanza attraverso la comprensione dell'impatto sull'asset valuation.