NN IP: i Governi plasmeranno le economie nel dopo-Covid

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Ben White, Unsplash

Governi sempre più protagonisti del mondo post-Covid. Tra i cambiamenti generati dalla pandemia vi è una nuova centralità degli Stati nel sostenere le economie danneggiate dalla crisi. E questo ruolo di primo piano potrebbe continuare negli anni venire, per fronteggiare nuove sfide globali di importanza cruciale: una su tutte, il climate change. “Il centro del dibattito politico nel 2020 è stato occupato dalla sanità e dalla prevenzione del virus. Il 2021 sarà un anno altrettanto sfidante e il cuore delle discussioni sarà il rilancio dell’economia”, afferma Ian Bremmer, politologo americano esperto di rischio politico globale. Bremmer è una delle voci di spicco intervenute nell’ultimo appuntamento della serie UpsideDown Next!, gli eventi digitali organizzati da NN Investment Partners per affrontare gli scenari di cambiamento imposti dal Covid-19. “I Governi saranno uno degli attori principali nel plasmare le economie, sia tramite l’attuazione di politiche fiscali che di nuove normative”, afferma.

“Quanto spazio sarà destinato alla sostenibilità nelle nuove misure di stimolo dei Governi, è una delle principali domande che si pongono in questo momento gli investitori”, sostiene Valentijn van Nieuwenhuijzen, CIO di NN IP. “L’Europa sembra determinata ad assumere un ruolo di leadership sul fronte degli investimenti green, e anche per gli Stati Uniti, grazie all’elezione di Joe Biden, si prospetta un maggior interesse per questo tema”, avverte.

Climate change

L’importanza della sostenibilità e la sfida del climate change è messa in evidenza anche da Erik Nielsen, Group Chief Economist di UniCredit. “Per contrastare il cambiamento climatico il ruolo dei Governi è fondamentale. La loro azione deve però avvenire sia sul versante della sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dell’educazione che su quello di politiche di tassazione diretta alle aziende e di incentivi per favorire il progresso verde”, spiega. L’intervento dell’economista si è poi focalizzato sull’impatto positivo dell’accordo sul Recovery fund per il futuro dell’Unione europea: “L’Europa ha dimostrato in più occasioni di progredire attraverso le crisi. È molto importante che abbia trovato una risposta unitaria all’emergenza. Inoltre c’è stato uno spostamento da politiche di austerità, come quelle portate avanti fino a prima della crisi per iniziativa della Germania, a nuove forme di finanziamento di progetti pan europei”, sottolinea l’economista.

La pandemia ha intensificato il dibattito sul clima anche sul versante asiatico, dove il tema ha assunto rilevanza in tempi più recenti: “In Asia gli investimenti responsabili hanno subito un’accelerazione grazie al Covid”, spiega Vincent Bourdarie, CIO di Nomura Asset Management. “Si riscontra un maggiore interesse per i fondi di investimento ESG soprattutto tra gli investitori più giovani e i millenials. Anche le emissioni di green bond sono in crescita, con una leadership nel settore di Cina e India. Non bisogna dimenticare che la regione asiatica è il cuore del manifatturiero globale, un settore molto critico per gli impatti ambientali. In questo senso, il pressing delle società occidentali che producono nell'area gioca un ruolo cruciale. Infine anche molti brand locali che si rivolgono ad un pubblico globale stanno lavorando per migliorare i loro profili ESG”, afferma.

Secondo van Nieuwenhuijzen il 2020 è stato un anno di grande trasformazione per gli investimenti sostenibili: “Si è diffusa una maggiore consapevolezza nei consumatori, policy makers e nei comportamenti degli asset owners. L’Europa si è resa conto che può occupare un ruolo di leadership in questo ambito. Per effetto della combinazione di tutti questi fattori anche il comportamento degli investitori è cambiato, con un approccio attivo nella ricerca di un alpha sostenibile”, dichiara.

Geopolitica

L' altro evento di grande importanza dell’anno è stata la vittoria di Biden alle presidenziali USA. Dal punto di vista geopolitico ci si attende un maggior impegno multilaterale da parte della prima potenza mondiale, in discontinuità con la politica “America first” di Trump. “La sensazione è gli USA torneranno ad assumere un ruolo globale votato al multilateralismo. Ma non è così scontato. Le sfide che attendono Biden sono di carattere strutturale, dettate da un nuovo contesto globale in cui anche il ruolo degli Stai Uniti sembra cambiato”, avverte Bremmer. “Sarà difficile per Biden, perché potrebbe essere ormai troppo tardi per risanare la frattura con la Cina provocata dall’amministrazione Trump”, aggiunge Bourdarie. “Una notizia positiva è che Biden ha già annunciarto di voler rientrare negli accordi di Parigi sul clima”, conclude Bremmer.

Come relazionarsi dunque a questo scenario di profondo cambiamento e di incertezza dal punto di vista degli investimenti? “Il Covid ha provocato delle ferite nelle economie globali e vi è il rischio di un aumento delle disuguaglianze. Ma dal cambiamento nascono anche delle opportunità”, afferma van Nieuwenhuijzen. “Siamo positivi per il 2021: la combinazione del vaccino e del sostegno fiscale e monetario di Governi e Banche centrali, creano un ambiente costruttivo per i mercati con opportunità negli investimenti sostenibili, alternativi e il segmento High yield del credito, corporate ed emerging markets”, conclude.