Biodiversità e cambiamento climatico, le crisi gemelle

Ophelie Mortier_news
Ophelie Mortier. Immagine ceduta (DPAM)

Contributo a cura di Ophélie Mortier, chief sustainable investment officer di DPAM. Contenuto sponsorizzato.

L’interconnessione tra tematiche ambientali e la salute è completa, lo ha dimostrato anche la pandemia. Tuttavia, il creare politiche che trasversalmente vadano a beneficio di tutte le dimensioni, senza concentrarsi solo su aspetti particolari come clima, biodiversità o desertificazione, non è affatto semplice. Spesso infatti possono emergere conflitti tra le politiche.

Oggi ci troviamo di fronte a due 'crisi gemelle' se così possiamo definirle, che devono essere risolte in parallelo: la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico.

Perché sono gemelle? Il cambiamento climatico ad esempio punta a un'elettrificazione della mobilità che richiede grandi risorse di metalli scarsi, provenienti soprattutto dal Sud del mondo, la cui estrazione mette a rischio la biodiversità dei luoghi; per non parlare della precarietà delle condizioni sociali e di salute dei minatori.

Le tensioni sociali non possono che aumentare senza un ripensamento delle varie politiche e delle loro conseguenze su tutti i temi.

In questo contesto, il nostro modello di analisi della sostenibilità dei Paesi si concentra sulle dimensioni chiave E, S e G ma soprattutto sulla loro interconnessione.  

Ambiente - Focus sulla biodiversità

La biodiversità è una dimensione complessa da misurare e valutare. Le sfide di valutazione a livello nazionale sono molteplici ma esiste una responsabilità collettiva nei confronti del pianeta. Questo vale in particolare per i Paesi che ospitano la maggiore biodiversità come Brasile, Colombia, Indonesia, Venezuela, Malesia o Congo.

All’interno del nostro modello, indicatori come quelli relativi alle aree forestali - che svolgono un ruolo importante nella cattura dell’anidride carbonica - o alle aree protette, sono stati inclusi fin dall’inizio mentre abbiamo recentemente aggiunto indicatori legati alla salvaguardia e al ripristino della biodiversità.

Il Global Safety Net1 ad esempio, fornisce una prima stima della forbice esistente tra le attuali aree protette e quelle idealmente necessarie a risolvere la doppia crisi della perdita di biodiversità e del cambiamento climatico, stimando a 50,4% il territorio da proteggere.

Oltre alla questione delle aree protette, DPAM ha firmato una partnership con Plasteax, un database che fornisce le migliori informazioni sulla gestione dei rifiuti plastici a livello mondiale.2

Perché includere un indicatore sulla plastica nel modello? Dopo la pandemia, è emerso il concetto di One Health, basato sulla forte correlazione tra salute e ambiente e quindi sulla necessità di un approccio integrato e unificante, che combini più settori e discipline per ottimizzare la salute di tutti. La minaccia di una scorretta gestione della plastica alla salute di uomo, animali e ambiente, fornisce informazioni rilevanti sulla responsabilità dei Paesi nei confronti di questo importante fattore di inquinamento. Pertanto, DPAM ha ritenuto essenziale lavorare con Plasteax su un modello che includesse la questione delle esportazioni di plastica.

Società - Popolazione, salute e distribuzione della ricchezza

I titoli dei giornali europei ne parlano ogni giorno: il nuovo 'accordo' sociale che combina l'allungamento delle aspettative di vita con il calo dei tassi di natalità. Gli stati hanno iniziato ad aumentare l'età pensionabile prevista per legge e persino a collegarla esplicitamente all'aspettativa di vita, come in Danimarca, Finlandia o Svezia. L'aumento dell'indice di dipendenza per età sta mettendo sotto pressione anche la sostenibilità fiscale dei governi e le politiche pensionistiche che spesso dovranno essere compensati con il risparmio privato, mentre aumenta il rischio di indebitamento delle famiglie.

Tutto ciò aumenta le tensioni e l'instabilità sociale, soprattutto in un contesto in cui l'intervento delle istituzioni è stato costantemente ridotto. I Paesi sostenibili saranno quelli in grado di sfruttare i più recenti progressi tecnologici e sociali per creare opportunità interessanti e una prosperità economica inclusiva per tutti.

Società - Istruzione e innovazione

Inoltre, la pandemia ha evidenziato l'importanza nella nostra società di lavoratori specializzati. Quanto più i loro diritti e le loro condizioni sociali e lavorative verranno tutelate dai governi, tanto più i Paesi saranno resilienti nell'affrontare turbolenze e gravi crisi, indipendentemente dalla loro natura.

Governance - Trasparenza e valori democratici

L'ONG Freedom House, una fonte fondamentale sui requisiti democratici a livello mondiale, pubblica quest’anno la 50° edizione del rapporto Freedom in the World in cui si evidenzia un generale declino democratico per il 17° anno consecutivo. Tuttavia, potremmo essere a un punto di svolta, poiché il numero di Paesi che registrano un progresso (34) è quasi lo stesso di quelli che registrano un declino (35). Ciò lascia ben sperare, mentre, purtroppo, solo il 20% della popolazione globale vive in Paesi considerati pienamente liberi, contro il 39% della popolazione che risiede in regimi non liberi.

Per il nostro modello di sostenibilità, i requisiti democratici sono una pietra miliare della governance. Oltre allo status di Paesi liberi o non liberi, vengono esaminati altri indicatori per anticipare qualsiasi deterioramento del livello di democrazia. Il principale fattore di declino della libertà è la libertà di espressione e in primo luogo quella dei media. Secondo l’ONG questa è sottoposta a gravi pressioni in 157 Paesi e territori. Inoltre, anche il diritto all'espressione personale è in continua diminuzione. Se la pandemia ha costretto i governi ad adottare restrizioni che potrebbero minare i diritti personali e le libertà civili, è giunto il momento di assistere a una loro riduzione e di osservare elezioni più competitive in tutto il mondo per difendere la democrazia ad ogni costo.


Fonti e note

1 Creato dall'organizzazione di ricerca Resolve con l'assistenza dell'Università del Minnesota, dell'Arizona State University e di Globaïa.

2 Si tratta di un modello sviluppato con l'IUCN e l'UNEP e stabilisce un processo per garantire un monitoraggio automatico, rigoroso e scientifico dei dati. Maggiori informazioni su www.plasteax.org.

Informazioni importanti

Degroof Petercam Asset Management SA/NV l rue Guimard 18, 1040 Brussels, Belgium l RPM/RPR Brussels l TVA BE 0886 223 276 l

Comunicazione di marketing. Questa non è una ricerca sugli investimenti. Investire comporta dei rischi. I risultati passati non sono garanzia di performance futura.