D2C, la “next big thing” nella distribuzione europea

Paolo de Vito, D2C, la “next big thing” nella distribuzione europea (Allfunds)
Paolo de Vito, immagine concessa (Allfunds)

Contributo a cura di Paolo de Vito, head of Sales Allfunds Tech Solutions Italy di Allfunds. Contenuto sponsorizzato.

L'industria europea ha assistito ad importanti cambiamenti nei modelli di distribuzione degli OICR: questa evoluzione è stata ispirata dalla ricerca di una maggiore trasparenza e sostenibilità, sulla scia delle novità nel quadro normativo. Il legislatore Europeo, infatti, sta da tempo ponendo l’accento sulla necessità di un mercato più efficiente e di una maggiore tutela del risparmiatore, spingendo per una più chiara distinzione dei ruoli nella catena del valore e, per coerenza, una equa e ponderata remunerazione degli attori coinvolti nel processo.  In questa direzione si sta già muovendo chi vuole così di realizzare un duplice obiettivo: servire in modo più efficiente i canali tradizionali e affiancarne di nuovi per quei servizi o prodotti collocabili in una logica di tipo D2C.

Rimane centrale la distribuzione mediante intermediari specializzati, come banche, assicurazioni e consulenti finanziari dove oggi, grazie all’avvento delle nuove tecnologie e l'evoluzione del panorama normativo, molti adempimenti possono essere validamente esternalizzati ed automatizzati. Alcune case di gestione Europee fanno poi leva sulle stesse tecnologie per affiancare ai canali “storici” soluzioni nuove che mirano servire una clientela già fidelizzata al loro marchio, o estendere la distribuzione in mercati dove i modelli distributivi, la frammentazione delle reti o i costi di accesso al mercato rendono impossibile procedere altrimenti.

Ci sono, tuttavia, anche alcune sfide associate al collocamento diretto dei fondi da parte delle case di gestione. Una delle principali è l'educazione finanziaria degli investitori finali. Senza l’intervento di un consulente finanziario o un banker, gli investitori si troverebbero a dover valutare autonomamente i prodotti e le strategie di investimento. È, pertanto, fondamentale che le case di gestione contribuiscano a promuovere una cultura finanziaria solida nel mercato.

Altri temi cruciali da affrontare per le case prodotto sono l’on-boarding del cliente in termini di riconoscimento, adempimenti normativi come la profilazione MIFID ed ESG per il corretto abbinamento cliente/prodotto/servizio, le verifiche antiriciclaggio, la firma digitale della documentazione, l’integrazione con i sistemi di pagamento per la sottoscrizione, la sottoscrizione stessa ed il reporting. In conclusione, la vendita diretta dei fondi da parte delle case di gestione rappresenta una novità nella distribuzione europea che, affiancandosi ai canali tradizionali, può offrire numerosi vantaggi. Tuttavia, è essenziale fornire agli investitori un'adeguata educazione finanziaria, informazioni e strumenti completi per garantire una distribuzione efficace e responsabile dei prodotti di risparmio gestito: gli stessi obiettivi che hanno portato a sviluppare NextD2C.