Indicatori di recessione: da forte a piuttosto forte

Jeffrey Schulze, CFA - Josh Jamner, CFA. ClearBridge Investments (Gruppo Franklin Templeton)

Contributo a cura di Jeffrey Schulze, cfa, director e Investment strategist e Josh Jamner, cfa, vice president e Investment Strategy analyst di ClearBridge Investments (Gruppo Franklin Templeton). Contenuto sponsorizzato.

Gli appassionati del film Meet the Parents (“Ti presento i miei”), apparso sugli schermi nel 2000, riconosceranno il titolo di questo articolo come un riferimento a una sua scena. “Da forte … a piuttosto forte” è diventata anche una battuta ricorrente tra gli autori; ogni volta che arrivano dati economici con forti sorprese positive, capiterà spesso che ci si invii reciprocamente un messaggio descrivendo il fatto come un evento “da forte … a piuttosto forte”. È una descrizione che si addice molto bene anche alla situazione odierna dell’economia statunitense, con le previsioni del prodotto interno lordo reale per l’intero esercizio attualmente al 6,5%, superiori al 3,9% dell’inizio dell’anno e al 5,7% della fine dell’ultimo trimestre. Il secondo trimestre diventerà probabilmente uno dei periodi più forti della storia moderna per la crescita economica, con il GDPNow tracker dell’Atlanta Federal Reserve (Fed) attualmente sulla buona strada per realizzare un 9,3%. Questa forza si riflette anche nel Clearbridge Recession Risk Dashboard, dove questo mese vi sono stati tre miglioramenti, per cui attualmente i 12 indicatori lampeggiano tutti sul verde e il segnale generale continua ad essere piuttosto forte (e verde).

Un forte miglioramento dell’economia dovrebbe sostenere una crescita robusta degli utili, che tuttavia potrebbero essere parzialmente già scontati nei prezzi dei mercati azionari prospettici. Storicamente, negli anni in cui la crescita dell’economia è stata particolarmente vigorosa la performance del mercato è stata più modesta ma comunque superiore alla media. Durante il passaggio dalla fase iniziale a quella centrale del ciclo economico, abitualmente nei mercati azionari si riscontrano picchi di volatilità. Siamo convinti che eventuali correzioni dovrebbero offrire punti di accesso interessanti per gli investitori di lungo termine, considerando il rischio minimo di recessione di breve termine.

Figura 1: ClearBridge Recession Risk Dashboard


Fonte: ClearBridge Investments

Il primo indicatore è il Job Sentiment (Clima occupazionale), migliorato da giallo a verde. Il mese scorso l’incremento mensile maggiore si era verificato per le risposte “Jobs Plentiful” (Offerte di lavoro abbondanti) al sondaggio sulla fiducia dei consumatori del Conference Board. Questo mese il risultato ha nuovamente registrato un miglioramento spettacolare, con un nuovo record di aumento delle risposte “Jobs Plentiful” al sondaggio, arrivate attualmente al 46,8% del totale. Questi valori si stanno avvicinando al picco pre-pandemia del 50,3% dell’agosto 2019, e altrettanto importante è che solo il 12,2% degli intervistati stia dichiarando “Jobs Hard to Get” (Scarse offerte di lavoro). Questo gruppo di dati suggerisce che il mercato del lavoro continua a diventare sempre più solido, e a nostro giudizio ciò depone a favore della crescita economica nel secondo semestre 2021 e oltre.

Il secondo indicatore migliorato è stato la Wage Growth, o Crescita dei salari. I salari rappresentano la componente maggiore del reddito per gli americani, e un sostegno chiave per i consumi. La crescita dei salari tuttavia può anche spingere al ribasso i margini societari, se la produttività non aumenta allo stesso ritmo. La crescita dei salari sta iniziando a moderarsi, con il mitigarsi delle distorsioni provocate dalla pandemia, ma misure che hanno risentito
di meno di questi aspetti, ad esempio il Wage Growth Tracker medio dell’Atlanta Fed, si sono mantenute relativamente stabili arrivando ultimamente addirittura a raffreddarsi modestamente al 3,2%. Allo stesso tempo, la produttività sembra aumentare e nel primo trimestre è stata del +5,4%. Mentre certi settori, ad esempio il tempo libero e l’ospitalità, stanno risentendo della pressione dei salari, su base più ampia (e considerando gli aumenti di produttività) gli aumenti dei salari non sembrano costituire una minaccia per la redditività delle società e non dovrebbero reintrodurre nell’equazione aumenti dei tassi della Fed entro tempi brevi.

L’ultimo indicatore migliorato da giallo a verde sono i Truck Shipments (Spedizioni su camion). Ogni anno vengono trasportati su camion 11,8 miliardi di tonnellate di merce, che rappresentano il 72,5% del totale nazionale. Anche per le spedizioni ferroviarie, per via aerea o marittime abitualmente il tragitto dai depositi alle aree di spedizione si effettua su camion. Al momento, il tonnellaggio totale è ancora inferiore ai livelli pre-pandemia, ma le ultime cifre sono coerenti con un miglioramento dell’economia e una ripresa nascente. Come per la maggior parte delle industrie durante la fase delle riaperture, uno dei freni per i volumi citato dall’American Trucking Association è l’offerta (disponibilità di autisti qualificati), non la domanda. L’aumento in corso dei salari dovrebbe attrarre un numero maggiore di autisti e alleggerire le strozzature, portando ad un ulteriore potenziale di rialzo nei prossimi mesi.

Complessivamente, le cifre attuali del dashboard sono tra le migliori della storia moderna, coerenti con la situazione attuale dell’economia statunitense. Il mercato azionario, tuttavia, non è l’economia. Un forte miglioramento dell’economia dovrebbe sostenere una crescita robusta degli utili, che comunque potrebbero essere in parte già scontati nei prezzi dei mercati azionari prospettici. Di conseguenza, gli anni migliori per la crescita economica hanno accompagnato di pari passo una performance del mercato azionario più eterogenea ma superiore alla media. Inoltre non è insolito assistere a una correzione superiore al 10% in periodi di forza economica, considerando che gli investitori si limitano a cercare di valutare quanto rallenterà la crescita nell’anno successivo.

Figura 2: Il mercato azionario non è l’economia.


Fonte: Bloomberg, FactSet.

Questo andamento è coerente con le nostre prospettive invariate per sani guadagni del mercato azionario nel 2021, seppure con una maggiore volatilità e una performance più modesta rispetto all’anno passato. Mentre l’economia si avvicina al primo anniversario della fine della recessione (secondo noi - il NBER ancora non ha annunciato nulla) -
il ClearBridge Recovery Risk Dashboard era diventato giallo un anno fa, a fine maggio 2020, e verde il mese successivo - molti investitori stanno contemplando la transizione dall’inizio alla metà del ciclo. Potrebbe tuttavia essere alquanto prematuro dichiarare che la fase iniziale del ciclo della ripresa in atto si sia conclusa. Siamo convinti che il passaggio avverrà più tardi nel corso di quest’anno, con implicazioni per la leadership del mercato azionario e la volatilità. In ultima analisi, eventuali ripiegamenti in concomitanza con questo passaggio rappresentano secondo noi un’opportunità di acquisti per gli investitori di lungo termine, considerando la solidità sottostante dell’economia e il rischio minimo di recessione di breve termine.


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