Investire in Cina è una strategia a lungo termine

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Anna Paola Marchi, immagine ceduta da Credit Suisse AM

CONTRIBUTO a cura di Anna Paola Marchi, responsabile clientela wholesales di Credit Suisse AM. Contenuto sponsorizzato da Credit Suisse AM.

Una celebre frase dell’ex presidente Deng Xiaoping recita così: “diventare ricchi è glorioso”. Questa dichiarazione ha marcato un punto di svolta per la Cina, segnalando che il Paese era ormai pronto a emergere. Ma invece di limitarsi a uscire dall’ombra, ha conosciuto una vera e propria esplosione economica, la cui forza irrefrenabile lo ha proiettato su un sentiero di crescita che l’ha portato a superare la maggior parte delle economie sviluppate del mondo, affermandosi come seconda potenza globale dopo gli Stati Uniti.[1]

I progressi compiuti da allora sono a dir poco stupefacenti. Secondo la Banca Mondiale, negli anni Novanta 750 milioni di cinesi, cioè circa due terzi della popolazione, vivevano sotto la soglia internazionale di povertà. Nel 2012 erano solo 90 milioni e nel 2016 erano ulteriormente scesi, a soli 7,2 milioni di persone[2].

L’economia cinese, che all’inizio del nuovo millennio era grande poco più di quella italiana, oggi sta per diventare la più importante del mondo. La Cina si è già conquistata il primo posto nella classifica mondiale dei Paesi esportatori, scalzando gli Stati Uniti. L’importanza della Cina per l’economia globale è quindi fuori discussione: ormai è un attore di primo piano dei mercati e dell’economia mondiale per questo merita una fetta consistente delle allocazioni dei portafogli bilanciati globali.

Si potrebbe anche arguire che oggi in Cina diventare ricchi non è più glorioso come ai tempi di Deng Xiaoping. In questa fase dell’evoluzione del Paese, il governo punta ad assicurare la prosperità della popolazione in generale, riallineando la crescita a un più vasto programma di progresso sociale. Le considerazioni geopolitiche sono sempre un aspetto da tenere d’occhio, ma anche se il sistema normativo del Paese continua a evolversi, gli obiettivi di lungo termine del governo non sono cambiati. L’influenza fisica, sociale, culturale ed economica della Cina plasmerà il futuro del mondo in cui viviamo.

Il successo dell’economia cinese è destinato a durare

Da decenni ormai la Cina rifornisce il mondo con beni di consumo a basso costo e di elevata qualità, mentre il suo mercato interno conta più di un miliardo di consumatori, pronti a spendere nella moda, nei gadget e in immobili. I ceti medi emergenti vogliono la stessa qualità di vita dei consumatori dei mercati sviluppati, per questo gusti e mode stanno cambiando, l’alimentazione si è fatta più ricca di proteine e la domanda di beni di consumo aumenta.

Le prospettive a breve termine sono però incerte a causa dei timori sull’evoluzione della pandemia. Resta da vedere se e in che misura verranno reintrodotti i lockdown, ma questo scenario non comporta necessariamente impatti economici negativi. È infatti probabile che la prosecuzione o l’inasprimento delle restrizioni tengano alta la domanda insoddisfatta. Pertanto, tenuto conto dei risparmi accumulati dai consumatori globali durante i precedenti lockdown, possiamo aspettarci che nel dopo pandemia la domanda di beni prodotti dalla Cina registri un netto aumento.

Abbiamo potuto farci un’idea di quanto ci aspetta durante quest’ultimo periodo di relativa calma successivo alle campagne vaccinali. Il settore delle vendite al dettaglio cinesi, ad esempio, ha segnato un balzo, con una crescita delle vendite online del 12,1% su base annua nel periodo fino a giugno 2021[1].

Il Paese batte un record dopo l’altro

Il valore del listino azionario cinese ha raggiunto 10 migliaia di miliardi di dollari[2]. Alla fine del primo trimestre 2021 gli utenti Internet erano oltre 850 milioni, più che in qualsiasi altro Paese del mondo[3]. In base alle previsioni della Banca Mondiale la crescita del PIL reale cinese sarà dell’8,5% nel 2021, del 5,4% nel 2022 e del 5,3% nel 2023. La Cina potrebbe togliere agli Stati Uniti il primato di maggiore economia mondiale già nel 2028[4].

I motivi per essere ottimisti sul futuro della Cina sono numerosi. L’economia nazionale ha infatti mostrato un buon andamento nel corso della pandemia. Le fabbriche hanno riaperto prima che in ogni altro Paese del mondo, dando alla Cina il vantaggio della prima mossa. Mentre quasi tutte le altre nazioni erano ancora in lockdown, la Cina produceva attrezzature mediche e computer, la cui domanda si è impennata nella fase più acuta della pandemia.

L’economia cinese è ormai ampia e diversificata e il suo rapido sviluppo è sostenuto da una miriade di settori e fattori. La Cina possiede una classe media numerosa e ancora in espansione, che garantisce l’aumento dei consumi privati. Secondo uno studio di McKinsey la percentuale di famiglie di ceto medio della Cina è destinata a passare dal 14% della popolazione nel 2012 al 54% entro il 2022. Si prevede che durante questo periodo la crescita annua composta dei consumi privati arriverà al 22,4%[5].

La Cina rappresenta il futuro

Quando si tratta della Cina raccomandiamo agli investitori di estendere il proprio orizzonte d’investimento, dando la preferenza alle società esposte alla crescita interna di lungo termine, che offrono le migliori prospettive di aumento degli utili futuri. Queste aziende, capaci di resistere agli sviluppi geopolitici e normativi, rappresentano un’opportunità d’investimento estremamente allettante in un orizzonte di lungo termine. Per questo motivo investire in Cina è una strategia a lungo termine adatta a chi è pronto ad avventurarsi ora in questo mercato.


[1] Ufficio nazionale di statistica cinese. (16 luglio 2021). Tra gennaio e giugno 2021 le vendite complessive di beni di consumo sono aumentate del 12,1%. stats.gov.cn/English/PressRelease/202107/t20210716_1819547.html

[2]Bloomberg News. (13 ottobre 2020). Per la prima volta dal 2015 il listino cinese viola la soglia di USD 10 000 mrd. Bloomberg.com. bloomberg.com/news/articles/2020-10-13/china-s-stock-market-tops-10-trillion-for-first-time-since-2015

[3] Statista. (19 luglio 2021). Paesi con il maggior numero di utenti Internet (1o trim. 2021). statista.com/statistics/262966/number-of-internet-users-in-selected-countries

[4] China Economic Update – giugno 2021. (31 dicembre 2020). Banca mondiale. worldbank.org/en/country/china/publication/china-economic-update-june-2021

[5] Barton, D., Chen, Y., & Jin, A. (14 febbraio 2018). Mapping China’s middle class. McKinsey & Company. mckinsey.com/industries/retail/our-insights/mapping-chinas-middle-class

[1] Worldometer. (31 dicembre 2017). PIL nazionali – Worldometer. worldometers.info/gdp/gdp-by-country

[2] Goodman, B. J. (28 febbraio 2021). Has China lifted 100 million people out of poverty? BBC News. bbc.com/news/56213271


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