PIR: dopo un 2022 col segno meno, le attese per il 2023 virano in positivo

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Mike Meyers (Unsplash)

I PIR hanno perso terreno nel 2022, ma le previsioni sul 2023 sono più ottimistiche. A sostenerlo è il Team di Ricerca di Intermonte nel "Report mensile sulle Mid Small Cap italiane" che, pur mantenendo una bassa visibilità sulle stime future, chiama a sostegno di questa previsione due fattori. In primis il buon andamento delle performance di mercato dall'inizio dell'anno, che potrebbe spingere gli investitori retail a dirigersi verso questi prodotti. Un altro fattore è contingente, e vede nella prima scadenza del periodo di cinque anni per ottenere il beneficio fiscale dei PIR, la spiegazione di gran parte dei deflussi del 2022. Il 2017, infatti, è stato un anno caratterizzato da un boom di afflussi e da buone performance di mercato delle small/mid cap. “Nel lungo termine – segnalano gli analisti –, le nostre ipotesi si basano sull'aspettativa che l'interesse per questo prodotto rimanga piuttosto alto grazie al beneficio fiscale e, dal punto di vista del distributore, al fatto di poter contare su un impegno a lungo termine da parte dell'investitore”.

Come sono andati i PIR nel 2022

Nel quarto trimestre 2022, i dati Assogestioni (diffusi a febbraio) indicano deflussi pari a 368 milioni di euro per i PIR ordinari e pari a 9 milioni per i PIR alternativi. In termini di AuM, i PIR ordinari hanno gestito 17,5 miliardi, mentre 1,4 miliardi sono stati investiti in fondi PIR alternativi. Per quanto riguarda i PIR ordinari, la raccolta netta trimestrale è ulteriormente peggiorata su base sequenziale rispetto al 3° trimestre del 2022 e al 2° trimestre del 2022, quando gli afflussi netti erano stati rispettivamente di -330 e di -96 milioni. Il saldo totale YtD si attesta quindi a -773 milioni, mentre gli AuM si sono attestati a 17,5 miliardi, in aumento rispetto ai 16,5 miliardi di fine settembre, grazie alla performance del mercato.

Le stime per il 2023

Le principali ipotesi alla base delle stime di Intermonte:

  • mentre per l’anno che ci lasciamo alle spalle, la società dichiara di adeguare la raccolta indicata nella tabella al dato Assogestioni di -733 milioni; per il 2023, ipotizza una raccolta lorda da nuovi sottoscrittori di PIR pari a 500 milioni.
  • Per quanti sottoscrivono Pir in modo continuativo, prevede una raccolta complessiva nel secondo anno pari a una parte della somma accantonata nel primo anno (dal 35% al 40% nel modello proprietario); nei restanti anni (cioè dal terzo al quinto anno) prevede una raccolta stabile, pari in media al 50% degli investimenti effettuati nel secondo anno.
  • Infine, calcola che l'ammontare del capitale che verrà ritirato dagli investitori che decideranno di uscire dal fondo prima del termine dei cinque anni (per qualsiasi motivo) sarà pari al ~3,5% degli Assets under Management nel 2023 e oltre.