Transizione ecologica, gli investitori istituzionali sono già pronti alla rivoluzione verde

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In un mondo in cui la parola sostenibilità è entrata di diritto nel linguaggio e nell’agenda comune del Paese, anche gli investitori istituzionali giocano un ruolo importante. Come spiega bene Alberto Brambilla, presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, il patrimonio di Fondi pensione, Casse di previdenza, Fondazioni di origine bancaria supera i 300 miliardi. Se aggiungiamo anche le compagnie di assicurazioni, il patrimonio arriva a 950 miliardi. Il budget a disposizione ogni anno, poi, per gli investimenti si aggira attorno ai 30 miliardi. Una cifra che, se focalizzata sull’economia reale in generale, vuol dire sostegno alla piccola media impresa, sviluppo economico e sociale e rilancio del Paese. “Investire in fondi a vocazione ESG e a impatto sociale, rivolti alla trasformazione digitale e tecnologica, all’efficientamento energetico, alle nuove infrastrutture sociali e abitative, servirà a sostenere molteplici ambiti economici e produttivi”, spiega Brambilla. “I fondi nazionali ed europei per una transizione green e digitale, uniti ai nuovi investimenti istituzionali che producono ricadute sociali, potranno essere finalmente la formula di collaborazione pubblico-privato che consentirà di rilanciare l’economia del Paese nel prossimo decennio”.

Il punto di vista di fondazioni bancarie e fondi pensione…

In questo contesto gli investitori istituzionali ormai da tempo hanno intrapreso e consolidato il loro processo di investimento green. Occupandosi anche di transizione ecologica. “Siamo molto interessati allo sviluppo di strumenti che accelerino questa tendenza, così come alle riforme del governo”, dice Alessandro Baldi, presidente Fondo pensione Mario Negri. “Abbiamo cominciato con l’indirizzare le nostre risorse in FIA quasi esclusivamente verso il real estate. Abbiamo circa 400 milioni di investimenti immobiliari in portafoglio e tra poco avremo molto interesse a riqualificare questi immobili, dal punto di vista tecnologico ed ecologico, sia per uso abitativo che commerciale. Sarebbe auspicabile perciò, ad esempio, poter accedere come fondo a tutte queste agevolazioni (vedi Superbonus) per dare anche noi il nostro contributo”.

La riqualificazione è anche al centro delle attività della Fondazione CR Pistoia e Pescia. “Seguiamo diversi progetti sulla scia del social housing”, dice Matteo Carradori, finance manager della fondazione. “Questo significa anche riqualificare intere aree urbane per un abitare sostenibile. Di recente abbiamo dato vita ad un parco scientifico e tecnologico proprio in un’area trascurata”. Sul fronte investimenti il paradigma della fondazione è cambiato. “All’inizio c’era una certa diffidenza verso questi prodotti ESG. Si correva il rischio di avere a che fare con una moda passeggera. Oggi possiamo affermare che c’è stato un importante passo avanti: da semplici etichette, questi strumenti sono diventati processi integrativi. Per questo anche noi, nel nostro portafoglio, abbiamo cominciato a prediligere quei fondi orientati a tematiche di sostenibilità con obiettivi misurabili, soprattutto nel settore dell’economia circolare”.

In Fondoenergia sono tutti temi caldi, al centro delle agende degli iscritti. A ricordarlo è proprio il direttore generale Danilo Di Crescenzo: “Tutte le aziende si confrontano con temi ESG. Abbiamo aderito ai principi dell’Onu lo scorso anno, gradualmente li porteremo anche nei nostri portafogli”, dice. “A breve scadranno i mandati di gestione finanziaria avviati qualche anno fa: sul tavolo è già aperto un dibattito su come immaginare la nuova politica d’investimento del fondo. Siamo orientati, per la parte liquida, alla strategia delle Best in class. Per la parte illiquida vorremmo concentrarci sull’impact investing”.

… e delle compagnie assicurative

Una proposta per aiutare il Paese arriva anche da Groupama Assicurazioni, che ha deciso di supportare il processo di riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio immobiliare, sostenendo i suoi clienti nel recupero immediato delle spese sostenute per l’esecuzione dei lavori. Come spiega Simona Zenobi, responsabile Investimenti, “tramite un meccanismo di cessione del credito d’imposta, offriamo la liquidità a privati ed aziende che vogliono ridurre i consumi energetici, fossili e passare all’ energia solare. È un processo complesso per questo abbiamo anche creato un servizio di assistenza attraverso una piattaforma digitale per fornire le informazioni sul processo e sulla documentazione necessaria”.

“Siamo alle soglie della quinta rivoluzione”, dice ancora Brambilla, “la rivoluzione verde, la rivoluzione della transizione ecologica che si riverbera nella mobilità sostenibili, nelle infrastrutture e nei processi di produzione”.