Update del Threadneedle (Lux) Global Focus

David Dudding_news

"L’azionario resta ancora la nostra asset class preferita: investimenti in liquidità o in obbligazioni non possono niente contro l’inflazione" esordisce così David Dudding, gestore del Threadneedle (Lux) Global Focus. Il professionista di Columbia Threadneedle Investments ricorda che la sua strategia guarda a società che, tipicamente, godono di un rilevante potere nel determinare i prezzi: "quelle che lo fanno, in genere vedono gli utili superare di molto l'inflazione e riescono di conseguenza a veder crescere i dividendi, e lo stesso accade a quelle con margini lordi elevati, che offrono un importante cuscinetto contro l'inflazione (titoli con elevati margini lordi hanno normalmente un potere nel determinare il prezzo più elevato, quindi le due cose procedono di pari passo)". Insomma la ricetta è chiara, esposizione ad aziende ben posizionate e con solidi fondamentali capaci di avere una strategia nel lungo periodo.

Le cinque forze di Porter

La strategia del fondo con Rating FundsPeople 2022 non è cambiata e non cambierà nei prossimi anni. "A livello di settore, tendiamo a guardare le aziende che tendono a ottenere un buon punteggio sulla base delle “cinque forze” di Porter, che ci aiutano a determinare il loro potenziale potere di prezzo" spiega Dudding. E che sono: capire se il numero di concorrenti è in aumento o in diminuzione. Come sono posizionati rispetto ai fornitori o ai clienti. Quali sono le barriere all'entrata e ancora cercare di capire se un'azienda ha dei vantaggi competitivi. Capire inoltre se c'è un “effetto rete”, se l'azienda gode di un marchio forte o ha altri beni immateriali che sono difficili da replicare, se ha un vantaggio di costo, se ci sono costi di commutazione e se il mercato è abbastanza grande per più di uno o due attori. "In sostanza, per noi non è importante se è una grande azienda o meno, ciò che conta è se questi vantaggi competitivi stiano aumentando oppure no. Se stanno aumentando, allora è probabile che anche i rendimenti aumentino" commenta lo specialista.

Semiconduttori, un decennio strategico

Nell'ultimo anno invece il gestore ricorda che il portafoglio, quello sì, è cambiato. "Di solito varia a seguito di cambiamenti di titoli specifici piuttosto che a seguito di qualche profondo cambiamento "strategico". Infatti, i primi dieci nomi del nostro portafoglio rappresentano poco meno del 50% del fondo e sono rimasti relativamente invariati nell'ultimo anno (Microsoft, Alphabet, Thermo Fisher e Amazon sono tutti in portafoglio da molti anni)". Quello che il team fa è approfittare delle variazioni di prezzo sul mercato e questo spiega anche l'esposizione alla società di semiconduttori leader in Europa, ASML.

"Le prospettive per i prossimi cinque-dieci anni ci paiono molto positive per il settore, quindi abbiamo iniziato a investire nel 2021, sostenuti dalla consapevolezza che la spesa per la produzione di semiconduttori stava diventando una priorità negli USA, in Europa e in Giappone per motivi strategici" prosegue Dudding. Guardando a ritroso nel tempo si nota che le azioni sono salite molto rapidamente, fino a un punto superiore a quello che il professionista aveva ritenuto poter essere il loro fair value intrinseco. "Nelle ultime settimane, a causa delle preoccupazioni sulle aziende ad elevata crescita e sulle loro valutazioni, le azioni sono tornate a livelli che riteniamo più interessanti" spiega.

Quality growth oltre le incertezze di breve termine

Come già spiegato prima, questa strategia investe su titoli cosiddetti ‘quality growth’, o di crescita di qualità. "Tendiamo a detenere titoli che hanno elevati rendimenti di capitale, bilanci solidi e bassa volatilità degli utili. Molti di questi titoli si trovano in settori come l'informatica e l’healthcare, quindi non sorprende che tendiamo a sovrappesare queste aree, e probabilmente lo faremo anche in futuro" spiega. La concentrazione a livello geografico si trova prevalentemente su Stati Uniti, Europa e Giappone, e la preferenza è quella di una esposizione ai mercati emergenti attraverso società dei mercati sviluppati che beneficiano di attività diversificate, come L'Oréal o Nestlé".

Il professionista, parlando di tecnologia, ricorda inoltre che: "questa rimane un'area di grande interesse per noi, perché vediamo che le aziende dell’intera economia continuano a investire in aree come il cloud, l’internet of things (IoT) o i veicoli a guida autonoma, che richiedono tutti un’elevata potenza di calcolo e importanti investimenti tecnologici". Un esempio è quello dell'industria pubblicitaria che è diventata prevalentemente online o digitale e per molti rivenditori, la spesa per la pubblicità su internet è arrivata a soppiantare sempre più spesso altre aree di spesa, come gli affitti degli immobili. "Crediamo che queste tendenze siano profondamente radicate e che probabilmente perdureranno anche nei prossimi anni" conclude Dudding.