A pesare sono le tensioni all’interno del board BCE, non il downgrade sull’Italia

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Vittorio Fontanesi, portoflio manager, AcomeA SGR

La periferia europea, nell’ultimo periodo, ha subito una decisa correzione. Un fatto che, però, a sentire gli addetti ai lavori, dovrebbe prescindere dalla bocciatura dell’agenzia statunitense S&P ai danni dell’Italia dello scorso venerdì. “A dispetto di quanto possa sembrare dall'andamento dei prezzi del BTP, non pensiamo sia stato il downgrade dell’Italia la causa scatenante della correzione della periferia europea”, taglia corto Vittorio Fontanesi, gestore obbligazionario Kairos. E precisa: “questa mossa da parte di S&P era comunque nell’aria e, ad essere sinceri, l’outlook che ha virato su stabile ha spazzato via gli incubi di un downgrade a spazzatura nel breve termine. A pesare sono, al contrario, le tensioni all’interno del board della BCE e l’anticipazione a fine dicembre del voto in Grecia per eleggere il presidente della Repubblica.

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