Ahern (KraneShares): "Cina, chi non ha investito ha sempre perso delle vere opportunità"

Brendan Ahern News
Ahern Brendan, immagine concessa (KraneShares)

Per la crescita sotto le aspettative e la crisi nel settore immobiliare la Cina sembra attraversare una fase complessa del suo sviluppo economico. Ma secondo Brendan Ahern, chief investment officer di KraneShares, le preoccupazioni degli investitori sullo stato di salute del gigante asiatico sono eccessive. Secondo l’esperto, è indispensabile soffermarsi con attenzione sui numeri dell’economia del Dragone e metterli nella giusta prospettiva, per non perdere le opportunità di questo importante mercato, che nonostante la fase di incertezza rimangono molteplici. “Negli ultimi 30 anni la Cina non ha mai affrontato una recessione (secondo la definizione della teoria economica). Eppure, c'è chi continua ad avere preoccupazioni sulla sua stabilità economica”, avverte l’esperto. “Anche se prevediamo che in futuro la crescita annua della Cina sarà attorno o appena al di sotto del 5%, il valore in termini assoluti dell’incremento del PIL oggi è significativamente maggiore rispetto a 20 anni fa, quando il Pil della Cina cresceva di quasi il 20% ogni anno”, continua. “Siamo consapevoli dei problemi che la Cina sta affrontando, come l'invecchiamento della popolazione, ma molti Paesi sviluppati si trovano in una situazione simile. Il governo cinese è consapevole di questo problema e sta cercando di trovare la giusta soluzione. Se la maggior parte dei governi occidentali tende a reagire alle crisi, la Cina pone forte enfasi sulla stabilità, è proattiva e lungimirante e cerca di evitare che piccole questioni diventino problemi più grandi. Lo abbiamo visto nel settore immobiliare e in passato con lo shadow banking”, spiega. “L'investimento in Cina ha sempre comportato dei rischi, ma gli investitori che per questo si sono tenuti in disparte hanno perso delle vere opportunità”, dichiara.

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