Con il boom degli investimenti ‘verdi’ si sono diffuse una moltitudine di etichette di sostenibilità. Esistono decine di partnership, associazioni, iniziative ed etichette di prodotti con cui un investitore può dimostrare la propria serietà o il proprio successo sul fronte della sostenibilità. Ma ciò che si domandano vari esperti è se questa proliferazione di classificazioni non finisca per esser controproducente, promuovendo indirettamente dei fenomeni di greenwashing. “Ottenere una di queste etichette è come un distintivo d’onore di cui pochi vogliono fare a meno”, analizza Rachel Whittaker, head of SI Research di Robeco. “Tuttavia, non è chiaro se valga la pena averle tutte o se in effetti queste etichette facciano sempre ciò che dicono”, continua. “Il problema è che molti investitori temono che la mancata adesione possa metterli in cattiva luce, creando quindi una sorta di greenwashing autoimposto”, spiega.
Alcuni interrogativi legati alle etichette di sostenibilità

Rachel Whittaker, immagine concessa (Robeco)
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