Dopo oltre un decennio di difficoltà, segnato fa volatilità e fasi ribassiste, i mercati emergenti tornano sotto la lente degli investitori. Le opportunità esistono, e sono numerose, ma solo nei Paesi capaci di garantire stabilità politica, coerenza macroeconomica e credibilità delle istituzioni. Come sottolineano i gestori riuniti da FundsPeople nel recente Fund Selector Talks, il valore nasce dall’analisi del contesto: individuare i momenti di svolta, riconoscere i segnali delle riforme in atto e, soprattutto, evitare i mercati dove il rischio politico può compromettere il capitale.
Alla ricerca della stabilità: come selezionare le opportunità nei mercati emergenti

Negli ultimi 15 anni gli emergenti sono stati mercati orso, spiega Dominic Bokor Ingram, senior portfolio manager, Emerging & Frontier Markets di Fiera Capital “e nella nostra esperienza abbiamo compreso che sono Paesi in cui è meglio investire in base alle opportunità che si presentano piuttosto che in base a un indice”. Occorre quindi un’attenta selezione. “È molto difficile riuscire ad acquistare buone società in mercati che preformano male, neppure il miglior stock picker riuscirebbe a evitare le perdite, in quanto è fondamentale il contesto in cui tali aziende operano”. Per tale motivo nel processo di investimento, Fiera Capital esclude tutti i Paesi che possono mettere a rischio il capitale investito. Il resto del processo è di tipo bottom-up, ma con un elemento top-down che entra in gioco alla fine. “Investiamo in quelle società il cui management è allineato con la nostra view, e che considera fondamentale il prezzo delle azioni e poi seguiamo una rigida disciplina sulle valutazioni”. Il focus, spiega il gestore, è sulla crescita ma anche sulla rivalutazione degli utili. Qui il catalizzatore, sottolinea, è il percorso di riforme in atto nel Paese. “Abbiamo seguito la Grecia durante la crisi, quando i mercati non offrivano opportunità interessanti. Ma il vero catalizzatore per noi è stato il cambio di leadership in quegli anni che ci ha portato a guardare a diverse società nel Paese.”
1/3“L’analisi del track record nei periodi di forte stress dei mercati è tanto più importante oggi, in un contesto in cui ci attendiamo cambiamenti strutturali, in particolare nei mercati emergenti”, spiega Mario Pavan, senior portfolio manager di Mediobanca SGR. La solidità finanziaria costruita nel tempo da alcuni Paesi e la congiuntura attuale, che consente a diverse banche centrali di avviare un ciclo di tagli dei tassi, rendono interessanti sia i bond in hard currency sia quelli in local currency. Nel processo di selezione dei fondi che meglio riflettono la view di Mediobanca SGR, viene valutata con particolare attenzione la presenza di analisti sul territorio. “Riteniamo che la presenza in loco di un team di analisti sia un requisito fondamentale per cogliere tempestivamente i cambiamenti strutturali che questi Paesi stanno attraversando”, aggiunge Pavan. La chiusura di una posizione in portafoglio non avviene in modo automatico, ma solo nel caso in cui la view di Mediobanca SGR cambi o vengano riscontrate incoerenze tra il processo di investimento dichiarato e le posizioni effettivamente assunte dal gestore.
2/3Anche William Trevisan, gestore di portafoglio, Pharus Management Lux SA – Milano Branch è convinto dell’importanza di avere team di gestione in loco, quando si tratta di selezionare una strategia specifica nei mercati emergenti. “È fondamentale che l’asset manager abbia e mantenga un dialogo costante con il network sul territorio”, spiega. Questo perché consente di sviluppare un certo grado di vicinanza con i policymaker e di comprendere effettivamente il percorso di riforme prima che venga implementato. “Abbiamo una piccola esposizione nei mercati emergenti all’interno dei nostri portafogli azionari che costruiamo tramite ETF o fondi tradizionali. Quello che guardiamo in un gestore è la sua capacità di cogliere gli inflection point”, aggiunge. E questo diviene molto più semplice affidandosi a team con una solida presenza locale che possa percepire da vicino il sentiment.
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