Amundi Technology: la nuova linea di business dedicata a prodotti e servizi tecnologici per l’industria della gestione

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Adeolu Eletu, Unsplash

Essere pronti ad aggredire le molteplici opportunità della nuova era digitale in cui ci stiamo addentrando. Questo è l’obiettivo della nuova linea di business lanciata da Amundi. Amundi Technology è una piattaforma di soluzioni tecnologiche per terzi. Un nuovo servizio rivolto all’intera catena di valore del settore finanziario. “Dal front al back office”, come la definiscono.

Grazie a questo nuovo strumento, la casa di gestione francese intende diventare un punto di riferimento nell’industria dei software. E ripone grandi aspettative su questo nuovo business. L’obiettivo è di generare profitti per 150 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Nel 2020, questa cifra è stata di 25 milioni, il che corrisponde ad un aumento di sei volte del volume di affari. “La domanda è fantastica”, dice Guillaume Lesage, chief operating officer (COO). Secondo i suoi calcoli, c’è un mercato potenziale di 1,5 miliardi di euro. Ed è in crescita. “Il meglio deve ancora venire”, afferma.

La società di gestione fornisce già questo servizio a 24 entità finanziarie in Europa e Asia. Di cui 11 lo hanno adottato lo scorso anno. Tra i nomi che spiccano ci sono società competitors come iM Global Partner, Sabadell AM e BNY Mellon.

Ma che cos’è esattamente Amundi Technology? È un software appoggiato al 100% su una struttura cloud. Offre l’integrazione per clienti terzi delle soluzioni tecnologiche di Amundi attraverso tre aree:

Alto Investment: una piattaforma flessibile che copre l’intero spettro delle esigenze dell’industria della gestione.

Alto Wealth and Distribution: una gamma di soluzioni di gestione discrezionale dei portafogli e di consulenza per banche private e retail.

Alto Employee Savings & Retirement: una piattaforma consolidata di gestione dell’intero processo del risparmio previdenziale.

“È una soluzione cloud al 100%. Questo ci permette di offrire le competenze che i clienti richiedono: flessibilità, semplicità e scalabilità, sia verso l’alto che verso il basso”, insiste Lesage.

Competere con i big come Aladdin e SimCorp

Amundi non è il primo gestore ad aprire le sue attività al di fuori del perimetro della pura gestione patrimoniale. In Europa ci sono offerte simili consolidate come Aladdin di BlackRock o SimCorp. Ma Amundi dice che sono in competizione su un altro fronte: “Copriamo l’intero spettro dell’industria del risparmio. Non ci rivolgiamo solo agli asset manager. Mi riferisco ai conti di risparmio dei dipendenti, portafogli discrezionali, ecc”, spiega Lesage.

Il fattore di differenziazione, spiegano, è che Amundi Technology copre l’intera catena di produzione. Dal front office al back office. “Dal desk di brokeraggio all’invio di comunicazioni agli investitori o al reporting, passando per il middle office”, dichiara Joseph El Gharib, responsabile del business development di Amundi Technology. “È la capacità di offrire un servizio completo in outsourcing”.

Inoltre, Amundi punta ad offrire un servizio à la carte. Vale a dire, completamente adattabile alle esigenze del cliente. “L’industria chiede soluzioni personalizzabili”, dice Lesage.

Un altro degli aspetti messi in luce dalla società di gestione è il fatto che si tratta di un servizio open source. Cioè, il software è aperto alla commercializzazione delle licenze e del codice a terzi. “Non siamo una scatola nera”, spiega Lesage. Questo è importante perché influisce sul costo. Ad Amundi costa 1 punto base per asset in gestione, mentre la media del settore è il doppio, 2 punti base.