Anima Alto Potenziale Europa, tre strategie per la generazione di performance

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Lars Schickentanz. Foto ceduta (Anima SGR)

Nella famiglia di strategie Alto potenziale, di cui Anima Alto Potenziale Europa è il fondo flagship, è impegnato un team di otto professionisti nella gestione azionaria, oltre al lead portfolio manager Lars Schickentanz. La gestione del fondo, che vanta rating C FundsPeople 2021, si basa su tre strategie per la generazione di performance.

La prima è costituita da un portafoglio core, che esprime le idee di investimento più significative selezionate in base alla view top down e macro del team di investimento. Più in dettaglio, il portafoglio core è costituito in genere da 40-60 posizioni, scelte sulla base dei temi di investimento ritenuti di volta in volta più rilevanti e potenzialmente remunerativi. “Il livello di concentrazione sulle singole posizioni del portafoglio core non è particolarmente elevato: le prime dieci posizioni in portafoglio storicamente hanno rappresentato tra il 10 e il 20% del Nav, e raramente una singola posizione supera il 4% del Nav”, spiega Lars Schickentanz, responsabile divisione Alpha Strategies di Anima SGR.

La seconda è l’allocazione dinamica di portafoglio, realizzata attraverso strumenti derivati per variare tatticamente l’esposizione ai mercati azionari, anche in modo molto rapido e tempestivo. “Questa è una leva particolarmente utile nelle fasi di mercato caratterizzate da alta volatilità, come dimostra l’esempio di febbraio-marzo 2020”.

Il terzo elemento è rappresentato da un portafolio di pair trades, strategie complementari decorrelate dalla direzione del mercato, ossia panieri di posizioni corte e lunghe costruite all’interno dello stesso settore, con cui si punta a creare un extra-rendimento (alfa).

Peculiarità del fondo

È un fondo che conferisce una ampia delega al gestore, nell’asset class di riferimento, che è costituita dai mercati azionari europei. “L’esposizione netta al mercato è gestita in modo molto dinamico e varia da -10% a + 60%, considerando nel complesso le tre strategie di generazione di performance adottate. La rotazione del portafoglio è piuttosto elevata e varia sensibilmente in funzione della volatilità di mercato”, spiega il gestore.

Posizionamento

Le grandi tematiche che hanno tenuto banco negli ultimi nove mesi, l’evoluzione delle campagne vaccinali, la riapertura delle attività, gli effetti degli stimoli fiscali e monetari, si sono ormai in buona parte esaurite e i mercati si trovano da diverse settimane in una fase di transizione, con rischi al rialzo e al ribasso piuttosto bilanciati.

“È un contesto che non favorisce la presa di forti posizioni attive e che affrontiamo dunque con un posizionamento relativamente prudente in termini di esposizione azionaria complessiva e bilanciato in termini di posizionamenti settoriali e tematici. In concreto, il fondo ha oggi un’esposizione azionaria netta intorno al 30%, relativamente stabile nelle ultime settimane. Per quanto riguarda il portafoglio core, è appunto piuttosto equilibrato in termini di esposizione ai diversi temi, settori e tipologie di titoli (difensivi / ciclici; value / growth…)”, precisa il gestore. “Il fondo ha un’esposizione corta sul settore del real estate e una bassa esposizione a chimici, industriali e telecom”.