Le elezioni legislative argentine hanno segnato una svolta politica ed economica. Il partito La Libertad Avanza (LLA), guidato da Javier Milei, insieme al suo alleato PRO (Proposta Repubblicana, partito di centro-destra fondato da Mauricio Macri), ha ottenuto il 41% dei voti, contro il 31% del peronismo. Questo risultato assicura oltre un terzo dei seggi in entrambe le camere e consolida il suo potere di veto. Di conseguenza, il governo rafforza la sua governabilità e dispone del margine di manovra politico per accelerare le riforme strutturali.
Thierry Larose, manager di Vontobel, concorda sul fatto che "Milei può legiferare da una posizione di forza, non di sopravvivenza". A suo avviso, il risultato "elimina il rischio di impeachment e legittima la sua disciplina fiscale e il suo programma favorevole al mercato". Inoltre, ritiene che l'agevolazione sugli investimenti "abbia fatto crollare il premio di rischio politico" e consentirà al Paese di riacquistare accesso ai mercati internazionali nel 2026.
Sulla stessa linea, Eirini Tsekeridou, analista del reddito fisso presso Julius Baer, sottolinea che "il risultato garantisce la continuità delle politiche e del sostegno finanziario degli Stati Uniti". A suo parere, la reazione del mercato "è stata positiva per il peso, le obbligazioni e le azioni argentine".
Tsekeridou sottolinea che Washington ha già accettato una linea di swap da 20 miliardi di dollari e ha acquistato debito argentino. Inoltre, "è pronta a espandere il sostegno se verrà mantenuta la stabilità politica". Questo sostegno si aggiunge al programma da 20 miliardi di dollari del FMI approvato ad aprile, rafforzando la posizione finanziaria del Paese. Pertanto, Julius Baer mantiene un rating Hold/Speculative sul debito sovrano argentino.
Mercato in crescita e fiducia rinnovata
Anche l'impatto sui mercati finanziari è stato notevole. Alessandra Alecci, responsabile del debito dei mercati emergenti di Carmignac, concorda sul fatto che il risultato "non è stato completamente scontato dal mercato, nonostante il sostegno politico degli Stati Uniti nelle settimane precedenti". A suo avviso, il risultato ha sorpreso positivamente gli investitori e apre una nuova era per la politica economica argentina.
Alecci evidenzia inoltre due fattori chiave per i prossimi mesi: da un lato, la necessità per Milei di costruire un consenso con l'opposizione moderata; dall'altro, l'importanza di ricostituire le riserve internazionali per far fronte alle scadenze esterne. In questo senso, l'esperta ritiene che "l'Argentina avrà bisogno di un regime di cambio più flessibile e di un ritorno ordinato sul mercato il prima possibile".
Da parte sua, Paulo Salazar, responsabile delle azioni dei mercati emergenti di Candriam, ritiene che la vittoria segni "una svolta storica". A suo avviso, "gli investitori si aspettavano un risultato frammentato, ma l'entità della vittoria rafforza le aspettative di un rally". Dal punto di vista dei mercati, il sentiment nei confronti dei titoli azionari argentini è in miglioramento grazie alle recenti riforme. Gli investitori stanno osservando se ciò possa tradursi in valutazioni più stabili, in particolare nei settori finanziario ed energetico, anche se la volatilità rimane elevata.
Sul fronte geopolitico, Salazar aggiunge che l'allineamento con l'amministrazione Trump rafforza la fiducia del mercato. "L'Argentina sta consolidando la sua posizione di partner regionale chiave in un nuovo ciclo di politiche pro-mercato in America Latina", osserva. Infine, l'esperto sottolinea che questo contesto geopolitico, unito a un possibile allentamento della politica monetaria statunitense e a un dollaro più debole, potrebbe sostenere la ripresa degli asset argentini.
Il peso si rafforza e il rapporto con gli USA si consolida
Sul fronte del tasso di cambio, Larose offre una prospettiva ottimistica sui rischi a breve termine. A suo avviso, "il risultato elettorale esclude una svalutazione e trasforma il peso in una valuta con potenziale di apprezzamento", grazie al sostegno finanziario di Washington e alla ridotta pressione sulle importazioni. Di conseguenza, si aspetta che il governo continui a far scendere l'inflazione senza alterare il regime attuale. Inoltre, prevede che un sistema senza bande di oscillazione verrà adottato nel 2026, quando gli investimenti diretti esteri aumenteranno.
Allo stesso modo, il manager sottolinea che "la partnership tra Stati Uniti e Argentina è più forte che mai". Spiega che i restanti 18 miliardi di dollari dello swap ESF rimangono disponibili. Washington potrebbe ora ridurre il suo intervento diretto, consentendo alle dinamiche di mercato di confermare l'efficacia del sostegno.
Nel complesso, i quattro esperti concordano sul fatto che il recupero di credibilità sia la risorsa più importante del nuovo ciclo dell'Argentina. Per Alecci, il tono conciliante di Milei "segna una seconda fase più costruttiva del suo mandato". Nel frattempo, Salazar riassume il sentimento comune: "Dopo anni di false partenze, questa volta potrebbe essere diverso".



