Lavora così in sordina - dietro gestori, investitori e collocatori - che spesso ci si dimentica della sua importanza. Eppure la banca depositaria è custode del risparmio gestito italiano e vigila sulla legittimità e la regolarità delle società di gestione. Un business oltremodo redditizio, che richiede tuttavia una capacità d’investimento non indifferente. Sarà per questo che di banche così specializzate in Italia ce ne sono in fondo solo una manciata, e per lo più straniere. Non è solo questione di dimensioni o di sostenibilità a fronte di grandi investimenti, ma anche di saper far fronte alla rivoluzione normativa che in questi ultimi anni ha investito il settore, rimanendo poi al passo coi tempi sul fronte tecnologico. “Le attività di custodia e di securities services, esternalizzate da tempo, sono ormai considerate commodities, pertanto i fornitori devono sempre più differenziarsi proponendo servizi ad alto valore aggiunto come securities lending, FX, risk and performance analysis, data analysis, distribution support, ecc.”, spiega subito Andrea Cecchini, managing director di RBC Investor & treasury service. A fronte del migliaio di fondi presenti nel nostro Paese, gli istituti abilitati a custodirne la liquidità e a monitorarne le attività sono dunque una decina.
Banche depositarie un business in evoluzione

Photo by Cécile Brasseur on Unsplash
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.