Big data: un'innovazione necessaria per l'asset management

FundsPeople Selector Roadshow Torino - Foto Francesco Prandoni per FSP
FundsPeople Selector Roadshow Torino - Foto Francesco Prandoni per FSP

Il 59% degli asset e wealth manager hanno già adottato strumenti analitici per i big data, o pianificano di implementarli nelle proprie operazioni di investimento. È quanto emerge dal recente sondaggio Asset and wealth management survey 2024 di PWC, condotto su un campione di 264 società di gestione degli investimenti e del risparmio. Secondo il report, i big data sono ai primi posti tra le tecnologie considerate più dirompenti dalle aziende interpellate: ne è convinto il 47% degli asset e wealth manager e il 58% degli investitori istituzionali. Gestire, strutturare e analizzare i grandi dataset diviene così uno sforzo necessario per chi vuole essere davvero a prova di futuro. Ma i big data sono solo una parte di un ecosistema più ampio, composto anche da intelligenza artificiale, cloud e blockchain, una matrice in cui ogni innovazione sostiene e amplifica le altre. Il ruolo dei big data nell’asset management è stato il tema della quinta tappa del FundsPeople Selector Roadshow, tenutasi a Torino il 14 novembre. I fund selector e gli asset manager riuniti per l’occasione hanno condiviso la loro esperienza con i big data, partendo dalla definizione di quella che rischia di divenire una vera e propria “black box”: una tecnologia opaca che restituisce risultati senza mostrare i processi sottostanti. Gli ospiti dell’evento organizzato da FundsPeople hanno anche condiviso sfide e benefici derivanti dall’implementazione di questa tecnologia nelle soluzioni di investimento.

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