Borsa Italiana: 40 blue chip nel primo listino sostenibile

nuovo listino, Borsa Italiana: 40 blue chip nel primo listino sostenibile
Annie Spratt, Unsplash

Ha fatto il suo debutto su Borsa Italiana il MIB ESG Index, il primo indice blue chip italiano dedicato ai principali emittenti del nostro Paese che dimostrano le migliori pratiche ambientali, sociali e di governance. L’indice di Borsa Italiana, dallo scorso aprile parte del Gruppo Euronext, combina la misurazione della performance economica con considerazioni ESG, in linea con i principi del Global Compact delle Nazioni Unite. La composizione del nuovo listino sostenibile si basa sull’analisi dei criteri ESG da parte di Vigeo Eiris, società di Moody's ESG Solutions.

LA METODOLOGIA DELL’INDICE

Secondo quanto riporta una nota, la metodologia alla base dell'indice prevede una sorta di “graduatoria ESG” delle migliori 40 società quotate a Piazza Affari, selezionate tra le 60 italiane più liquide. Sono escluse le emittenti coinvolte in attività “non compatibili” con investimenti sostenibili e responsabili. Sviluppata dopo una consultazione con la comunità finanziaria italiana, si legge ancora, la metodologia evolverà in modo da integrare eventuali future normative europee e standard ESG. “L'indice MIB ESG rappresenta un contributo fondamentale alla crescente domanda di strumenti di investimento sostenibili da parte di investitori istituzionali e privati e del mercato nel suo complesso”, ha commentato Stéphane Boujnah, CEO e presidente del Managing Board di Euronext. Secondo il manager, non solo l'indice facilita l'adozione dei principali approcci di investimento ESG da parte degli investitori in Italia e in Europa, ma è anche la prova del “forte coinvolgimento nella transizione ESG della maggior parte delle più grandi società quotate italiane”.

Le componenti dell'indice sono ponderate in base alla capitalizzazione del flottante di mercato e la revisione della composizione avverrà a cadenza trimestrale (la prossima è programmata per il 17 dicembre). Si tratta del secondo indice ESG di Euronext dopo CAC40 ESG, il listino che identifica le 40 società sostenibili dell’indice CAC Large 60 della Borsa di Parigi.

LE 40 SOCIETÀ PIÙ ESG

I settori maggiormente rappresentati sul MIB ESG Index sono quello bancario (19,71%), automotive (15,59%) e conventional electricity (12,81%). Nel dettaglio, i primi 40 titoli inclusi nel nuovo paniere sono: A2A, Amplifon, Anima Holding, Assicurazioni Generali, Atlantia, Banca Generali, Banca Mediolanum, Banco BPM, BPER Banca, Brembo, CNH Industrial, Enel, Eni, ERG, Falck Renewables, Ferrari, Hera, Intesa Sanpaolo, Iren, Italgas, Mediaset, Mediobanca, Moncler, Nexi, Pirelli, Poste Italiane, Prysmian, Recordati, Reply, Saipem, Salvatore Ferragamo, Snam, Stellantis, Stmicroelectronics, Telecom Italia, Terna, UniCredit, Unipol Gruppo, UnipolSai e Webuild.

IL RISULTATO DI UN IMPEGNO AVVIATO DA TEMPO

L’inclusione nell’indice, è stata salutata dalle società come il risultato di un impegno costante, come nel caso di Banca Generali. “Siamo felici di entrare a far parte fin da subito del MIB ESG”, ha commentato Carmelo Reale, responsabile Area General Counsel e Sostenibilità dell’istituto guidato da Gian Maria Mossa. “Essere annoverati tra le società italiane più attente alle pratiche ESG rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio ma anche una spinta a continuare questo percorso che per noi non rappresenta un fattore di marketing, bensì un pillar centrale intorno al quale sviluppare il nostro piano di crescita”. Secondo Oscar Di Montigny, chief innovability & value strategy officer di Banca Mediolanum, essere sostenibili è “un impegno concreto, che permea l'intero agire di tutti noi a partire dalla nostra strategia fondata sulla responsabilità economica, responsabilità verso i clienti, verso i collaboratori, verso l’ambiente e la collettività”. Di Montigny conferma come il percorso della banca verso la sostenibilità sia iniziato da lungo tempo “ed essere riconosciuti tra le 40 aziende che compongono l’indice MIB ESG, oltre a renderci onorati, ci fornisce un’ulteriore conferma che le scelte di governance adottate e la nostra attitudine all’Humanovability ci permetteranno di progredire in questo percorso come innovatori consapevoli che usano l’intelligenza non solo per crescere ma anche per elevare l’umanità guidandola con mente imprenditoriale, cuore sociale e anima ecologica".