Comgest: le aziende europee su cui puntare per battere l’inflazione

Azionario europeo, Comgest: le aziende europee su cui puntare per battere l’inflazione
Eva Fornadi e Denis Lepadatu, foto concesse (Comgest)

Su quali aziende puntare in questa fine d’anno di turbolenze sui mercati? In un contesto d’incertezza per l’inflazione, il tapering negli Stati Uniti e il timore per il rallentamento della crescita globale, Comgest nella ricerca delle realtà su cui investire fa affidamento su due elementi chiave: il potenziale di growth (in particolare delle società europee) e l’attenzione per le tematiche ESG. “Attualmente la stretta delle forniture si sta ripercuotendo con forza sui prezzi. La nostra selezione ci ha permesso di identificare aziende che saranno in grado di superare meglio le sfide grazie a rapporti migliori con i fornitori e filiere più efficienti”, spiegano Eva Fornadi e Denis Lepadatu, analisti e gestori del team europeo. Altro importante interrogativo è quello dell’inflazione: “Non abbiamo una view ben definita, e non possiamo affermare se durerà poco o tanto, ma le realtà a cui abbiamo esposizione presentano un potere di pricing che consente loro di aumentare i prezzi e mantenere i propri margini. Per esempio, nel lusso emergono nomi come Dior, LVMH, ma fuori dal lusso anche Kingspan. Investiamo in società ben capitalizzate che dunque non vengono impattate da questo aspetto”, spiegano.

E nello scenario non mancano le sfide sul piano geopolitico. Sono soprattutto legate alla Cina, alla luce della crisi di Evergrande e delle recenti strette normative ai danni di settori come il tech e l’educazione. “Non sappiamo come si svilupperà il piano di prosperità comune, e quali saranno le ricadute”, ammettono le esperte. “Inoltre, un ultimo punto da considerare è l’agenda del clima, ora al entro dell’attenzione globale: ha creato opportunità e minacce ma ci sono realtà che potranno beneficiare delle transizioni. Trasversalmente abbiamo forti megatrend in atto: innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, anche nell’ambito dell’healthcare”, sottolineano.

Aziende sui cui puntare

In questo contesto, la casa di gestione individua delle opportunità in società che presentano forti vantaggi competitivi, solidi fondamentali e l’appartenenza a settori con forte accelerazione di crescita. Tra queste vi è Linde, leader mondiale dei gas industriali, nato dalla fusione tra la tedesca Linde e la statunitense Praxair (2019). La società vende gas atmosferici e di processo (ossigeno, azoto, idrogeno e gas speciali) a un’ampia gamma di mercati finali (manifattura, raffinazione, food & beverage, sanità, elettronica) e attraverso varie modalità di distribuzione (onsite/pipeline, all'ingrosso o in bombole). “Vediamo Linde come l'operatore migliore della categoria. Ha delle attività molto intense, essendo il numero 1 o il numero 2 in tutte le regioni Apprezziamo molto il team manageriale ereditato da Praxair, che ha una forte cultura della performance, attenzione al rapporto gestione dei prezzi/produttività e un'allocazione del capitale favorevole agli azionisti”, evidenziano. “Linde è una società leader e al contempo una potenziale favorita nel settore ESG. Anche se il settore dei gas industriali è un grande emittente di CO2 in termini assoluti, il suo ruolo di facilitatore della produzione industriale è cruciale nella riduzione delle emissioni per i propri clienti”, spiegano.  

AstraZeneca, oggi sulla bocca di tutti per il vaccino anti COVID-19, è una società farmaceutica globale con sede nel Regno Unito con una presenza storica nell’ambito delle malattie cardiovascolari, renali e metaboliche (CVRM) e respiratorie, e una presenza in rapida crescita nell'oncologia. L’attuale CEO Pascal Soriot ha dato avvio ad un fruttuoso processo di rinnovamento dell’azienda che l’ha portata ad avere uno dei migliori business e filiere del settore. Di conseguenza, dovrebbe essere la società farmaceutica in più rapida crescita nei prossimi 5 anni, con un significativo potenziale di espansione dei margini di crescita. “Non solo, AZN ha anche prassi di mercato di livello superiore e crediamo che il vaccino COVID-19 fornisca un interessante caso ESG. Abbiamo condotto un’attività di engagement sul fronte ESG con l'azienda a settembre, incentrato su 4 temi: Accessibilità, lezioni dalla distribuzione del vaccino COVID-19, Cina e pianificazione della successione. Da 18 mesi, AstraZeneca fornisce il suo vaccino senza profitto (meno di 5 dollari di listino contro i 30 dollari di Moderna). L'azienda ha avuto davvero un grande ruolo nella fornitura del vaccino al ‘Resto del Mondo’, con un'approvazione record in più di 180 paesi ad un prezzo accessibile”, affermano.

Infine vi è il caso di Belimo, una società svizzera specializzata nel settore di nicchia del riscaldamento, della ventilazione e del condizionamento dell'aria (HVAC). Un’azienda è inserita nella strategia Comgest Growth Europe Smaller Companies che nel 2021 ha ottenuto il Marchio FundsPeople con il rating C. “A nostro parere, Belimo è un'azienda di alta qualità: ha quote di mercato leader nella maggior parte delle applicazioni (2 volte la dimensione del suo concorrente più prossimo), vantaggi competitivi durevoli e un profilo ciclico sostenibile”, evidenziano Eva Fornadi e Denis Lepadatu. Inoltre, secondo i due gestori, l'azienda beneficia di tendenze strutturali come l'efficienza energetica, gli standard sanitari, di sicurezza e la ristrutturazione, che hanno permesso all'azienda di registrare una crescita organica costante oltre il 5% negli ultimi 15 anni. “Dal punto di vista ambientale, i prodotti Belimo sono piccoli dispositivi che hanno un impatto enorme quando si tratta di ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell'aria interna”, concludono.