Uno degli assiomi più conosciuti nel mondo dell'asset management è che per ottenere rendimenti più elevati, è necessario assumere un livello di rischio maggiore. Storicamente, gli investimenti ad alto rischio hanno prodotto risultati migliori nel lungo periodo e questa idea ha ispirato generazioni di investitori ad assumere rischi, sperando di massimizzare i profitti. "Il problema è che, nella pratica, sta accadendo l'esatto contrarioil contrario", dice John Authers in un recente articolo del Financial Times. Secondo Authers, la ricerca accademica mostra che, negli ultimi decenni, i valori con minor rischio hanno sovraperformato quelli più rischiosi, il che suggerisce che i mercati sono profondamente distorti e capitali male allocato. Come spiegare questo comportamento? Andrea M. Buffa della Boston University e Dimitri Vayanos e Paul Woolley della London School of Economics, potrebbero avere la risposta. In uno studio pubblicato nel settembre di quest'anno, gli esperti concludono che il rapporto tra il rischio e la redditività è stato distorto, perché i gestori di fondi attivi tendono ad avvicinarsi sempre di più ai loro indici di riferimento.
Cosa c'è dietro il divorzio tra rischio e rendimento?

foto: autor Artemuestra, Flickr, creative commons
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