Continua la crescita degli investimenti sostenibili. Un trend in atto nell’industria che la pandemia ha accelerato per aver messo in luce in modo drammatico i delicati equilibri che regolano il Pianeta e la società. La consapevolezza degli investitori sul tema è sempre maggiore e si concretizza con un aumento della richiesta di strategie ESG a cui le case di gestione rispondono con nuovi lanci e incorporando in modo sempre più capillare gli aspetti della sostenibilità nella loro offerta. Ma il percorso di adozione dei criteri ESG non è privo di criticità. Una su tutte è la mancanza di dati certi, segnalata dal 40% degli investitori italiani come la più grande barriera all'adozione dei criteri ESG. È quanto evidenziato dall’ESG Global Study 2021 uno studio di Capital Group che ha intervistato 1.040 investitori istituzionali e retail a livello globale, tra cui fondi pensione, family office e compagnie di assicurazione, così come fondi di fondi, banche retail/private e consulenti finanziari, basati in 16 diversi paesi. L’indagine ha cerca di identificare i fattori chiave con cui gli investitori professionali stanno integrando i criteri ESG nei loro modelli operativi e di capire quali siano le sfide da affrontare.
Cosa frena gli ESG? Per gli investitori italiani la mancanza di dati certi

Johannes Plenio, foto concessa (Unsplash)
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