Credit Suisse AM: cresce il settore della cybersecurity

Tech News
Markus Spiske, Unsplash
Secondo appuntamento con The Digital Times, l’approfondimento virtuale di Credit Suisse AM, che ha avuto come tema la sicurezza declinata nelle sue molteplici forme: salute, ambiente, filiere di produzione ma soprattutto cybersecurity, per la rilevanza che ha assunto il digitale in seguito al COVID-19. “Nessuno si sarebbe aspettato che i comportamenti e le abitudini imposte dalla pandemia sarebbero diventate la nuova normalità. Il COVID ha causato un’impennata della digitalizzazione e in questo contesto assume una nuova centralità il tema della sicurezza informatica”, ha introdotto l’head of Retail Distribution Italy, Frank Di Crocco. L’evento ha contato sulla partecipazione di alcuni ospiti di spicco del mondo dell’impresa che attraverso le loro testimonianze hanno dato prova dell’attualità del tema sicurezza. Riccardo Meggiato, esperto di cybersecurity e informatica forense, ha parlato di malware, termine che indica una famiglia di virus informatici che sottraggono dati e danneggiano i dispostivi. Ma anche dei meno conosciuti ransomware, che bloccano i computer e li rendono nuovamente funzionanti solo dietro il pagamento di un riscatto in denaro. Due esempi di quanto le minacce informatiche possano essere pericolose, soprattutto se rivolte a Governi o enti pubblici. “L’Australia ha appena varato un piano da 1 miliardo di Euro in questo campo, la Gran Bretagna uno da circa 2 miliardi mentre gli Stati Uniti hanno stanziato addirittura l’equivalente di 14,3 miliardi di Euro. Le stime parlano nei prossimi anni di una spesa globale di 172 miliardi di Euro per la sicurezza informatica degli apparati governativi”, ha evidenziato Meggiato.
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