Credit Suisse AM: opportunità per l’edutainment nel mondo post-Covid

thomas-lefebvre-gp8BLyaTaA0-unsplash
Thomas Lefebvre, Unsplash

Istruzione, formazione e apprendimento di fronte alle sfide lanciate dalla tecnologia e dall’emergenza del Covid-19. È questo il tema del terzo appuntamento con “The Digital Times”, l’evento virtuale di Credit Suisse Asset Management, che si pone l’obiettivo di immaginare il futuro a partire dalla complessità del presente.

La pandemia ha impresso un’accelerazione di tutto ciò che riguarda l’innovazione con forti conseguenze sul settore della formazione, sia per quanto riguarda la scuola che di didattica aziendale. Dal lockdown a oggi, l’utilizzo di nuove piattaforme digitali ha permesso agli studenti di continuare il loro percorso formativo. Ma anche nel settore della didattica professionale, l’edutainment è una realtà sempre più pervasiva. Un settore in grande sviluppo dalle prospettive di crescita interessanti: secondo le previsioni di Credit Suisse si parla di un mercato che entro il 2025 potrebbe raggiungere un volume d’affari di circa 400 miliardi di dollari.

“Il digitale può favorire l’accesso all'istruzione di fasce più ampie della popolazione, raggiungendo persone in condizioni di difficoltà economica, sia nei mercati emergenti, ma anche nelle realtà più povere dei Paesi sviluppati”, ha esordito il Responsabile della Distribuzione Retail Italia di Credit Suisse AM, Frank Di Crocco. L’evento ha contato sulla partecipazione di ospiti di spicco del mondo dell’industria e dell’innovazione. Tra di essi il trentenne Marco De Rossi, fondatore di WeSchool, una piattaforma di scuola digitale usata da 2 milioni di studenti e 230.000 insegnanti. De Rossi sottolinea il legame sempre più stretto che si è creato tra tecnologia e educazione: “In futuro non ci sarà più una netta distinzione tra scuola, lavoro e svago. Nella definizione di edutainment rientrano tutti i modi che ci aiuteranno a pensare meglio”, afferma. Claudio Erba, fondatore e CEO di Docebo, azienda globale di piattaforme di eLearning ha illustrato i molteplici usi aziendali dell’apprendimento digitale: “Il Covid ha dato una spallata a questo tema, dimostrando che è efficace e scalabile. L’intelligenza artificiale aiuta le aziende a colmare dei gap formativi attraverso dei contenuti altamente personalizzati”, sostiene. “Formare docenti digitali significa prepararli ad insegnare in modo diverso. La scuola digitale è molto di più di una semplice lezione frontale online ed ha a che fare con nuovi modelli collaborativi e di learning by doing”, aggiunge De Rossi. “Il digitale è stato un valido alleato per tamponare il blocco delle attività scolastiche durante il lockdown di marzo e nel mondo post-covid l’insegnamento non potrà prescindere da esso”, conclude Antonio Perdichizzi, presidente di Junior Achievement in Italia, organizzazione non-profit dedicata all’educazione imprenditoriale e finanziaria a scuola.

L’offerta di fondi tematici di Credit Suisse AM include un fondo dedicato alla opportunità legate ad educazione e innovazione: il Credit Suisse (Lux) Edutainment Equity Fund. “Ci sono ampi margini per la penetrazione della tecnologia nel settore dell’istruzione, che è rimasto indietro rispetto ad altri. Edutainment significa unire educazione ed entertainment, con il fine di migliorare il processo di comprensione, non solo per i giovani, ma per tutte le fasce di età”, ha affermato Kirill Pyshkin, gestore del fondo. “Il Covid ha velocizzato lo sviluppo di questo tema di circa 10 anni a livello globale. Tra le società più avvantaggiate da questo contesto nella prima parte dell’anno vi sono quelle che forniscono dei kit di istruzione per gli studenti più giovani. Nella seconda parte dell’anno prevediamo un beneficio per la formazione degli adulti, legata alla ripresa sul versante delle aziende cicliche”, conclude.