Credito privato: il focus di Invesco sull’upper middle market europeo

Quadro focus notizia
Pine Watt, foto concessa (Unsplash)

Il credito privato continua ad attrarre l’interesse degli investitori europei, affermandosi come un complemento efficace alle allocazioni tradizionali in reddito fisso. In un contesto caratterizzato da maggiore volatilità macroeconomica, inflazione persistente e restrizioni nell’accesso ai prestiti bancari convenzionali per le aziende, questa asset class gioca un ruolo sempre più centrale nei portafogli, grazie alla capacità di generare rendimenti consistenti e di offrire una fonte di diversificazione meno correlata ai mercati quotati.

All’interno del private credit europeo, Invesco concentra il proprio focus sul segmento upper middle market, che assume un ruolo di primo piano nella piattaforma di credito del gestore. A conferma di questo impegno, è stato recentemente lanciato il fondo evergreen ELTIF 2.0 European Upper Middle Market Income, uno strumento pensato per estendere anche al canale wealth un’opportunità tradizionalmente riservata agli investitori istituzionali. Il veicolo ha l’obiettivo di generare un elevato livello di reddito preservando il capitale, investendo in prestiti senior garantiti a tasso variabile destinati a grandi aziende europee stabili.

Dinamica positiva per il private credit europeo

Questo lancio si inserisce in un contesto particolarmente favorevole per il credito privato europeo, che negli ultimi anni ha registrato un’evoluzione significativa, assumendo una funzione sempre più rilevante nel tessuto economico.

“Il mercato del direct lending europeo ha registrato una forte accelerazione a partire dalla Grande Crisi Finanziaria del 2008, sviluppandosi rapidamente negli anni successivi come risposta alla crescente restrizione del credito da parte delle banche tradizionali. In quel periodo, gli istituti finanziari hanno progressivamente ridotto i prestiti alle imprese, soprattutto a quelle di piccola e media dimensione, aprendo spazio a operatori specializzati in finanziamenti diretti attraverso canali non bancari”, analizza Raman Rajagopal, Senior Client Portfolio Manager di Invesco. “Con il passare degli anni, il mercato si è evoluto insieme alla crescita del private equity e alla maggiore complessità delle operazioni finanziarie. Le strategie di private equity hanno aumentato di dimensione e scala, generando una domanda crescente di finanziamenti per aziende più grandi e consolidate. Di conseguenza, il mercato del direct lending non si concentra più solo su operazioni di finanziamento di fascia medio-bassa, ma si è ampliato fino a includere società dell’upper middle market con EBITDA che può superare i 50 milioni di euro e, in molti casi, molto di più”, analizza l’esperto.

A livello globale Invesco gestisce circa 40 miliardi di dollari in private credit. La piattaforma opera da oltre 30 anni in questo ambito e si avvale di un team di circa 150 professionisti specializzati tra Stati Uniti ed Europa. Nel Vecchio continente la casa di gestione si è concentrata negli ultimi 20 anni sul finanziamento di società del segmento upper middle market: oggi il team europeo gestisce oltre 9 miliardi di euro in prestiti e, negli ultimi sette anni, ha investito più di 19 miliardi di euro in aziende europee di questo segmento.

“Le operazioni nel segmento upper middle market rappresentano ormai una quota molto significativa del direct lending in Europa, pari a circa il 30–40% delle transazioni, offrendo un ampio ventaglio di opportunità”, prosegue Rajagopal. “Questo sviluppo è legato all’ampliamento degli strumenti di finanziamento a disposizione dei mutuatari, che oggi possono contare su una maggiore flessibilità. Le aziende di maggiori dimensioni dell’upper middle market tendono infatti ad alternare, a seconda delle condizioni di mercato, operazioni didirect lending e Broadly Syndicated Loans (BSL), questi ultimi caratterizzati da un grado di liquidità più elevato. Questo si traduce, per gli investitori, in un beneficio in termini di liquidità del portafoglio", afferma.

Grafico-direct-lending-Invesco

Inoltre nel complesso, secondo l'esperto, l’esposizione a imprese di dimensioni maggiori garantisce una maggiore resilienza agli shock di mercato. Senza contare che attualmente i prestiti europei offrono anche un vantaggio in termini di spread rispetto ai prestiti denominati in dollari, alimentando l’interesse per questa asset class anche da parte di investitori globali.

Approccio integrato tra direct lending e syndicated loans

Con riferimento proprio ai prestiti sindacati, Michael Craig, Head of European Senior Loans, evidenzia un ulteriore elemento dell’evoluzione del mercato del private credit. “In passato il direct lending riguardava prevalentemente aziende di dimensioni più ridotte, mentre i prestiti sindacati erano appannaggio delle imprese più grandi. Negli ultimi anni si è però assistito a una convergenza tra i due comparti e oggi il profilo di rischio è in larga parte sovrapponibile nelle due fasce di mercato. La principale differenza risiede nella maggiore liquidità dei prestiti sindacati”.

L’approccio di Invesco, che si riflette anche nella strategia European Upper Middle Market, non è quello di considerare i due segmenti come contrapposti, ma di coglierne in modo selettivo i punti di forza. “L’obiettivo non è vedere direct lending e prestiti sindacati come alternative, ma combinare il meglio dei due mondi, sfruttando il premio di illiquidità più elevato del direct lending e mantenendo al contempo i vantaggi di maggiore liquidità offerti dai syndicated loans”, spiega Craig.

Ampliare l’accesso con strutture più efficienti

“Al di là del contesto di mercato, una parte rilevante dell’esperienza degli investitori dipende dalla struttura di accesso”, continua Craig. “Invesco ha lavorato a lungo su come offrire al mercato una soluzione in grado di generare un reddito costante attraverso una struttura più efficiente: un veicolo evergreen, pienamente investito e senza richiami di capitale, che punta a rendimenti interessanti”, prosegue. “All’interno dell’ELTIF, l’utilizzo di prestiti più liquidi, con rendimenti leggermente inferiori ma prontamente disponibili, consente di investire rapidamente il portafoglio, ampliare l’universo investibile e migliorare la diversificazione. L’obiettivo è combinare in modo disciplinato caratteristiche diverse per ottenere un risultato superiore alla semplice somma delle singole componenti”, conclude.

Cerca un fondo

Un progetto di: