Crisi energetica, la reazione della Cina

Cina
Immagine generata tramite IA

La Cina continua a rappresentare un caso unico nel panorama economico globale, combinando strumenti di politica energetica, dinamiche di mercato interne e resilienza alle tensioni internazionali. Secondo Manuel Maleki, Ph.D, deputy director, Economist, United States and Commodities di Edmond de Rothschild AM, la Cina occupa un ruolo centrale nel mercato petrolifero globale grazie alle sue imponenti riserve strategiche, stimate in circa due miliardi di barili. A queste si aggiungono le scorte commerciali detenute dalle imprese statali, difficili da quantificare con precisione a causa della tradizionale opacità del sistema: “Stimiamo che la Cina disponga di scorte pari a oltre 120 giorni di consumo di petrolio e prodotti petroliferi”, dice l’esperto. Questa autonomia consente a Pechino di utilizzare le scorte come leva strategica: accumularle nei periodi di prezzi bassi e ridurre gli acquisti quando i prezzi salgono. In caso di crisi, la Cina può decidere se stabilizzare il mercato interno rilasciando petrolio o preservare le riserve per il futuro.

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