L’universo degli ETF continua ad ampliarsi, con oltre 2.060 strumenti quotati su ETFplus, di cui più di 1.700 ETF (Borsa Italiana, aprile 2025). In parallelo, a livello globale gli asset hanno raggiunto quota 16.270 miliardi di dollari a fine maggio, con afflussi netti record per 738,9 miliardi di dollari nei primi cinque mesi dell’anno (ETFGI). All’interno di questa crescita costante, gli ETF smart beta si sono ritagliati uno spazio sempre più rilevante: con asset globali che superano i 1.570 miliardi di dollari, non sono più soltanto soluzioni tattiche, ma veri e propri strumenti di costruzione strategica dei portafogli. Proprio per questo, la fase di selezione è diventata cruciale. Non basta guardare ai costi o alle dimensioni dell’emittente: contano la qualità della metodologia, la solidità del processo di costruzione dell’indice, la trasparenza e la capacità di rispondere alle esigenze reali degli investitori. Dalla scelta del fattore size alla ricerca di maggiore chiarezza nei processi, fund selector e asset manager mostrano approcci diversi ma uniti da un obiettivo comune: individuare ETF smart beta credibili, sostenibili e coerenti con i portafogli di lungo periodo. Se ne è discusso nella seconda parte della tavola rotonda di FundsPeople dedicata a questi strumenti.
Dalla size alla trasparenza: i criteri dei fund selector per selezionare gli ETF smart beta

Business breakfast FundsPeople su ETF. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
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