Dall’assemblea annuale di Assofondipensione arriva una richiesta al governo: cancellare la norma sulla portabilità

Assemblea Assofondipensione
Assemblea Assofondipensione, foto FundsPeople

A meno di due settimane dall’applicazione delle prime norme previste dalla legge di bilancio 2026 (Legge 199/2025) gli attori della previdenza complementare si interrogano sui suoi effetti sulla loro azione. Positivi, in molti casi, certo. Tuttavia le misure introdotte dall’esecutivo presentano anche criticità evidenti per il settore. Il messaggio al governo arriva da un palcoscenico importante e particolarmente interessato dalla manovra: quello dell’assemblea annuale di Assofondipensione, l’associazione che riunisce 32 fondi pensione negoziali italiani e che nel 2026 accumula 23 anni di attività. “Alcune norme che entreranno in vigore il 1° luglio si muovono nella giusta direzione, tra queste le misure che Assofondipensione sosteneva da tempo: adesione automatica, lifecycle come soluzione di investimento di default, maggiore flessibilità nell’erogazione delle prestazioni pensionistiche”, afferma Giovanni Maggi, presidente dell’associazione dei fondi pensione complementari nel discorso introduttivo all’assemblea che si è svolta il 16 giugno a Roma.

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