Con l'arrivo di Trump alla guida degli Stati Uniti, i dazi rappresentano il principale interrogativo per i mercati asiatici nel 2025. Tuttavia, l'impatto dipenderà da quali Paesi e settori saranno colpiti e dall'entità delle tariffe stesse. Tra le nazioni più a rischio c'è la Cina, stando agli annunci fatti sinora dal nuovo presidente. Pruksa Iamthongthong, Deputy Head of Equities Asia Pacific di abrdn, invita però a evitare un pessimismo eccessivo: il mercato interno cinese, se sostenuto da adeguate misure di stimolo governative, potrebbe mitigare gli effetti negativi dei dazi sulle esportazioni. Inoltre, l’Asia offre opportunità anche al di fuori del Dragone, grazie alla crescita di mercati come l'India e i Paesi dell'ASEAN (l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico), tra cui Malesia, Thailandia, Singapore e Vietnam. Queste nazioni emergenti stanno beneficiando della riconfigurazione delle catene di fornitura globali e della strategia "Cina +1" adottata dalle multinazionali per diversificare la produzione e ridurre i rischi legati alla dipendenza esclusiva dalla Cina.
Dazi in agguato, ma l’Asia resta un mercato dalle grandi potenzialità

Pruksa Iamthongthong, immagine concessa (abrdn)
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