Depositarie, la concentrazione dell’industria in Italia

Volodymyr Hryshchenko Unsplash 1
Volodymyr Hryshchenko Unsplash 1

Un panorama che si è consolidato nel tempo intorno a un numero ristretto di grandi player, principalmente di emanazione estera. È quanto emerge analizzando il perimetro entro cui si muove il business delle banche depositarie in Italia. I passaggi in atto negli anni sono, infatti, figli di una concentrazione degli attivi guidata da diverse esigenze: la scelta, da parte dei grandi istituti nazionali, di concentrarsi sul proprio front business e di dare in outsourcing le attività non considerate strategiche, ma anche il bagaglio “pesante” che implica la gestione dei depositi, che necessita di una massa critica notevole e, soprattutto, richiede una forte specializzazione.
Come noto, la banca depositaria deve possedere la nazionalità italiana o essere una succursale italiana di una banca che ha sede statutaria in un altro Stato membro dell'Unione europea. Possono assumere l’incarico anche SIM e succursali italiane di imprese di investimento UE e di imprese di Paesi terzi diverse dalle banche, e il patrimonio di vigilanza non deve essere inferiore ai 100 milioni di euro. La segmentazione del mercato nel nostro Paese dunque vede oggi una concentrazione degli asset in deposito e custodia nelle mani di poche entità, mentre player come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco BPM (oltre a Ubi Banca oggi in mano a ISP), nel tempo hanno preferito uscire dal settore.

LE CONCENTRAZIONI FINO AL 2010

Nell’ambito della forte ondata di concentrazioni che il settore ha subito nel primo decennio del 2000, occorre menzionare l’acquisizione dei servizi securities, erogati da UniCredit tramite la controllata 2S Banca, da parte di Société Générale S.A. in Italia. Nel 2006, la controllata italiana del gruppo Société Générale ha completato l’acquisizione dei servizi legati ai securities services per 579,3 milioni di euro. A seguito della cessione, SGSS (già 2S Banca) è divenuta fornitore di Unicredit per le attività di securities services. Nel 2008, inoltre, UniCredit ha completato la vendita delle attività di securities services a SGSS anche dell'ex gruppo Capitalia.


Un'altra operazione degna di nota è quella che ha coinvolto l’allora RBC Dexia Investor Services (RBC Dexia) e UBI Banca. Nel 2009 le due entità hanno sottoscritto un accordo per il trasferimento a RBC Dexia delle attività di banca depositaria del Gruppo UBI Banca che, di fatto, è uscita dal business delle depositarie.


Un altro nome che opera a livello globale ed è presente nel nostro Paese da oltre 25 anni è Bnp Paribas Securities Services. Nel 2018 l’entità ha perfezionato l’acquisizione del ramo di azienda di banca depositaria del Banco BPM (nata nel 2016 dall’integrazione tra Banco Popolare e BPM). Già nel 2010 la succursale del gruppo francese aveva acquisito le attività di banca depositaria di Banca Popolare di Milano, proseguendo il proprio consolidamento sul territorio con l’acquisizione, nel 2012, delle attività di banca depositaria e di soggetto incaricato dei pagamenti di Credem e dell’attività di fund accounting di Anima SGR.


Sempre nel 2010 un altro operatore internazionale che ha consolidato la sua posizione in Italia è State Street Bank GmbH, costituita nel 2006 (che ha modificato la denominazione in State Street Bank International GmbH – Succursale Italia nel 2016). A maggio 2010 State Street Bank GmbH ha completato l’acquisizione della banca depositaria di Intesa Sanpaolo. In precedenza (a giugno del 2007) Intesa Sanpaolo aveva a sua volta acquisito l’attività di depositaria di Banca Monte dei Paschi di Siena.

LE OPERAZIONI DAL 2010 A OGGI

Nel 2014 ha fatto il suo ingresso nel mercato italiano CACEIS (società partecipata da Crédit Agricole e Santander e specializzata nei servizi di asset servicing), inizialmente sotto il nome di Caceis Bank Luxembourg, Milan Branch, con l’acquisizione del ramo di azienda della Banque Privée Edmond de Rothschild Europe, il cui team operava come banca depositaria dal 2007, anno della sua costituzione in Italia. A fine 2016, con la riorganizzazione interna di Caceis S.A., le due succursali Caceis Bank Luxembourg e Caceis Bank Deutschland GmbH sono diventate filiali della succursale Caceis Bank France, la quale ha cambiato nome in Caceis Bank S.A. In questa operazione anche il patrimonio (attività e passività) di Caceis Bank Luxembourg, inclusa la filiale italiana è stato trasferito a Caceis Bank S.A. Inoltre, Caceis Bank Luxembourg, Milan Branch ha cambiato il proprio nome in Caceis Bank, Italy Branch, che è stata ufficialmente costituita in data 19 dicembre 2016 e ha iniziato la propria operatività il 1° gennaio 2017.


Più recente invece la formazione di un altro “colosso” nel settore dei securities services italiani. A marzo 2021, infatti, l’ex Banca Farmafactoring Spa e DEPObank – Banca Depositaria Italiana S.p.A. (DEPObank) hanno perfezionato il closing dell’operazione di acquisizione e successiva fusione per incorporazione di DEPObank in BFF. Da quel momento anche la denominazione sociale è BFF Bank Spa. La storia di DEPObank era altrettanto recente: la depositaria era nata infatti a luglio del 2018 quando è avvenuto il passaggio dall’Istituto centrale banche popolari italiane (Icbpi) in Nexi. In quell’occasione il core business dei pagamenti digitali (ex Icbpi e Cartasì) è stato separato dalle attività bancarie (Depobank).


Tra gli altri nomi che mantengono l’attività di banca depositaria nel nostro Paese con masse considerevoli c’è Banca Popolare di Sondrio che, dal momento della sua formazione nel 1992, non ha subito particolari scossoni mantenendo una quota di mercato specifica dedicata sia a fondi tradizionale sia a fondi di investimento alternativi (dal 2001).

Mappa concentrazione depositarie in Italia
Fonte: elaborazione dati propria.