La crescente instabilità geopolitica e l’accelerazione tecnologica stanno ridisegnando le priorità dell’industria finanziaria europea, imponendo nuove domande su come allocare capitale in modo efficiente e sostenibile. L’aumento della spesa per la difesa – già ora in forte crescita in molti Paesi dell’Unione per avvicinarsi al target NATO del 2% del PIL – sta riportando il settore sotto i riflettori, insieme alla cybersecurity e all’intelligenza artificiale applicata ai sistemi di sicurezza. Un contesto che sta accelerando la revisione dei criteri ESG, dato che molte soluzioni adottate finora escludevano interi comparti, limitando in alcuni casi l’universo investibile. Gli asset manager europei stanno quindi valutando come conciliare sostenibilità e necessità strategiche, ad esempio introducendo eccezioni mirate o distinguendo tra armi controverse e tecnologie di difesa convenzionali. Parallelamente, l’attenzione crescente verso temi come AI, infrastrutture e aerospazio si riflette sulla costruzione dei portafogli, con l’emergere di un numero crescente di prodotti multi-tema. L’interesse non riguarda solo i settori direttamente collegati al riarmo: anche la domanda di acciaio, di infrastrutture energetiche e di soluzioni di sorveglianza digitale sono destinate a salire. Di tutto questo si è parlato all’appuntamento internazionale del FundsPeople Selector Roadshow, organizzato da FundsPeople l’8 ottobre a Dublino. La sfida per gli attori della finanza è individuare il punto di equilibrio tra opportunità strutturali e rischi geopolitici, costruendo strategie reattive ma coerenti con una visione di lungo periodo.
Difesa e sostenibilità ridisegnano i portafogli europei

FundsPeople Roadshow, foto David Cardenas Jurado per FundsPeople
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