Se negli ultimi anni abbiamo assistito all’evoluzione esplosiva del private credit, trainata da una crescita che ne ha moltiplicato le dimensioni in soli cinque anni, ora gli investitori guardano alla diversificazione e sono pronti a investire in nuovi segmenti.
A livello globale, gli asset under management del comparto sono passati da circa 1.000 miliardi di dollari nel 2020 ai circa 2.800 del 2025 con proiezioni di un raddoppio a 4.500 miliardi di dollari al 2030, stando a uno studio di Preqin. In Europa, il private debt ha raggiunto 453 miliardi di masse nel 2024 (stimati 487 miliardi nel 2025), con il direct lending che ne copre il 58%; in Italia i finanziamenti diretti balzano a 1.360 milioni di euro nel 2024 (+13% rispetto ai 1.200 milioni del 2023), toccando 2.100 milioni investiti nel solo primo semestre 2025.
“Il direct lending è cresciuto in maniera significativa e ha raggiunto uno stadio di maturità tale per cui molti investitori, tra i quali il mondo wealth management che è sempre più interessato a questo tipo di investimenti, ci chiedono qual è il prossimo passo, qual è la prossima fase di sviluppo ”, spiega ad Alterforum Luca Morra, da settembre 2024 executive director nel team di Business Development di Benefit Street Partners (BSP). Si tratta della società controllata da Franklin Templeton che da ieri riunisce sotto un unico brand Benefit Street Partners e Alcentra, attive nel settore del credito alternativo negli Stati Uniti e in Europa, con quasi 100 miliardi di dollari in gestione divisi in direct lending classico, special situations e prestiti asset based.
Dal mid cap alle special situation, tre trend di investimento nel direct lending

Luca Morra, foto concessa (BSP-Alcentra)
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