Diversificazione, la leva degli ETF smart beta

Business breakfast FundsPeople su ETF. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
Business breakfast FundsPeople su ETF. Foto Enrico Frascati per FundsPeople

Nel primo semestre del 2025 la concentrazione nei benchmark azionari è diventata un tema centrale nelle scelte di investimento. Il peso dei giganti tecnologici ha portato l’S&P 500 a vedere i suoi primi dieci titoli pesare ormai intorno al 37%, mentre Nvidia da sola incide per quasi l’8 % dell’indice, livelli che destano preoccupazione sia sul fronte della diversificazione sia della risk governance. Gli ETF smart beta, in questo contesto, guadagnano terreno come valide soluzioni alternative e solo a febbraio 2025 il segmento ha raccolto oltre 8 miliardi di dollari di flussi netti. La diversificazione è anche tematica e una fase in cui il quadro macroeconomico resta incerto, tra rallentamento europeo, tensioni geopolitiche, inflazione oscillante e tassi in fase di assestamento, i fund selector devono districarsi tra decine di tematiche e posizionamenti, la domanda essenziale è che misura gli smart beta possono contribuire a costruire portafogli più robusti, meno esposti ai megatrend concentrati, e quali modelli o temi stanno catturando l’attenzione di selector e investitori in cerca di efficienza, personalizzazione e visione di medio periodo? Lo abbiamo chiesto ai partecipanti della business breakfast di FundsPeople dedicata agli ETF.

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