Domande e risposte sulla SFDR

Aaron Burden
Aaron Burden, Unsplash

Come ci si assicura che un prodotto d’investimento descritto come sostenibile lo sia effettivamente? Come si può evitare la confusione per gli investitori di fronte alla varietà di denominazioni applicate ai prodotti sostenibili?

Dopo aver affrontato la complicata sfida di definire un’attività sostenibile, la Commissione europea ha affrontato la questione altrettanto spinosa dei requisiti di categorizzazione per i prodotti di investimento. Il risultato di questo lavoro è la Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR).

“A differenza dell’approccio adottato nel regolamento europeo sulla tassonomia, la SFDR non stabilisce quali caratteristiche debbano avere i prodotti di finanza sostenibile, ma riguarda la trasparenza nella comunicazione. Il probabile beneficio sottende all’idea che l’obbligo di divulgazione possa creare incentivi per i prodotti finanziari ad evolvere in direzione di una maggiore sostenibilità”, spiega David Czupryna, head of ESG Development di Candriam.

Per far luce su questo tema, l’esperto ha redatto un report in cui risponde alle domande più importanti che gli investitori si pongono a seguito dell’introduzione di questo nuovo regolamento.

Chi sarà interessato dalla SFDR?

La portata del SFDR è molto ampia. Si applica ai consulenti finanziari così come agli operatori del mercato finanziario, compresi gli asset manager, le banche di investimento e gli istituti di credito che forniscono servizi di gestione di portafoglio. Questo criterio porta i fondi pensione, le compagnie di assicurazione e altri attori istituzionali nel campo di applicazione del regolamento.

Il regolamento SFDR si applica non solo agli operatori che offrono prodotti di investimento sostenibili, ma a tutti, anche a quelli che non hanno una prospettiva ESG o una prospettiva di sostenibilità esplicita. La SFDR non è solo un regolamento per i prodotti d’investimento sostenibili, ma un regolamento che mira a far sì che ogni azienda riveli le sue decisioni strategiche di business e di politica, comprese le informazioni specifiche relative alla sostenibilità sul proprio sito web. I partecipanti al mercato finanziario che producono prodotti d’investimento sostenibili hanno, inoltre, obblighi specifici di divulgazione, in relazione agli stessi.

Quali sono i requisiti di disclosure che si applicano alle entità coperte dalla SFDR?

Il regolamento SFDR distingue tra i requisiti di disclosure a livello di entità e i requisiti a livello di singoli prodotti finanziari.

È prevista un’attuazione in due fasi. I requisiti di livello 1 entreranno per lo più in vigore il 10 marzo 2021, mentre l’attuazione della disclosure di livello 2 è stata posticipata al 2022. I Regulatory Technical Standards (RTS) pubblicati il 4 febbraio 2021 dall’European Securities Market Authority (ESMA) forniscono le informazioni relative a questi requisiti informativi di livello 2, in particolare in relazione alla segnalazione degli indicatori di Adverse Material Impact.

Disclosure a livello di entità

Rischi di sostenibilità. Gli operatori del mercato finanziario e i consulenti finanziari devono spiegare come prendono in considerazione il potenziale impatto finanziario negativo dei fattori legati alla sostenibilità nelle loro decisioni di investimento o nei loro comitati di investimento.

Impatti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità. Attraverso le loro decisioni di allocazione del capitale, i partecipanti al mercato finanziario possono causare, o almeno permettere, impatti negativi dalle loro decisioni riguardanti questioni ambientali, sociali e/o di governance.

Per esempio, un asset manager che finanzia una nuova miniera di carbone può indirettamente causare l’emissione di grandi quantità di anidride carbonica. Il regolamento SFDR richiede di divulgare l’impatto di tali emissioni di anidride carbonica sull’ambiente e/o sugli aspetti sociali, e di divulgare come tale misurazione sia stata effettuata.

Insieme, rischi di sostenibilità e impatti negativi rappresentano i due lati del concetto di doppia materialità applicato agli investimenti di sostenibilità.

Do No Significant Harm (DNSH). Oltre ai rischi di sostenibilità e agli impatti negativi materiali, il regolamento SFDR richiede ai partecipanti al mercato finanziario di soddisfare standard sociali e ambientali minimi facendo riferimento a una serie di trattati e convenzioni internazionali. In altre parole, questo regolamento sottolinea che i partecipanti al mercato finanziario non possano violare questi trattati, e sottolinea ulteriormente questo criterio rendendo l’adesione a tali trattati parte del quadro normativo dei partecipanti al mercato finanziario.

Politica di remunerazione. Gli operatori del mercato finanziario e i consulenti finanziari devono spiegare come la loro politica di remunerazione integra le considerazioni sulla sostenibilità.

Informativa sui prodotti finanziari

Il regolamento SFDR distingue tra due tipi di prodotti finanziari. Qualsiasi prodotto che non rientra in una di queste due categorie non può essere presentato come sostenibile.

Prodotti che promuovono caratteristiche di sostenibilità (articolo 8). Questi prodotti integrano esplicitamente considerazioni ambientali e/o sociali nella loro gestione, al di là della semplice integrazione dei rischi di sostenibilità, ma senza un obiettivo di investimento sostenibile. L’articolo 8 richiede che chi offre questi prodotti spieghi in dettaglio, sia attraverso la documentazione precontrattuale che le relazioni periodiche, come tali considerazioni di sostenibilità siano integrate.

Prodotti con un obiettivo di investimento sostenibile (articolo 9). Mentre i prodotti dell’articolo 8 possono essere interpretati come prodotti che integrano considerazioni di sostenibilità come mezzo, i prodotti dell’articolo 9 si distinguono per la definizione di un esplicito obiettivo di investimento sostenibile applicabile al prodotto, cioè il fine.

Il regolamento delinea alcuni esempi di obiettivi di investimento sostenibile, come la conservazione della biodiversità, la riduzione delle disuguaglianze o la lotta contro il cambiamento climatico. Per i prodotti finanziari classificati come Articolo 9 è necessario spiegare, sia da parte della casa di gestione che dei consulenti, quali siano gli obiettivi di investimento sostenibile, come si intende raggiungerli e come verranno misurati i risultati ottenuti attraverso metriche legate alla sostenibilità.

Chi determina se un prodotto rientra nell’articolo 8 o nell’articolo 9, o in nessuno dei due?

È responsabilità dell’entità che produce e/o fornisce consulenza in relazione al prodotto finanziario definire la sua classificazione. Dato che il regolamento SFDR si riferisce alla divulgazione, non alla prescrizione, l’intenzione è che gli operatori del mercato e i consulenti confrontino le caratteristiche di sostenibilità dei vari prodotti con le caratteristiche definite nel regolamento, e comunichino la loro classificazione sulla base di questi criteri.

Considerando l’enorme numero di prodotti finanziari che saranno interessati dalla SFDR, i regolatori nazionali responsabili della regolamentazione del mercato non hanno la capacità di rivedere ogni singolo documento prima del 10 marzo per valutare se la nuova informativa corrisponde alla categoria (articolo 8, articolo 9 o nessuna) scelta dal produttore/promotore del prodotto di investimento.

Quale sarà l’impatto del regolamento SFDR per l’investimento sostenibile in Europa?

Il numero di prodotti finanziari con caratteristiche di sostenibilità aumenterà drasticamente in Europa. L’imminente revisione della direttiva MiFID potrebbe accelerare questa tendenza introducendo l’obbligo per i consulenti di chiedere specificamente ai loro clienti se desiderino prendere in considerazione la sostenibilità in relazione alla scelta di un prodotto di investimento. Ad un cliente che esprime una preferenza per i prodotti sostenibili potranno essere offerti solo prodotti che rientrano nell’articolo 8 o nell’articolo 9.