Se necessario la Bce potrebbe perfino incrementare il Qe. L’atteso discorso di Mario Draghi lascia, ancora una volta, tutto invariato, a dispetto di chi prospettava già un tapering. Tassi d’interesse a zero, conferma del piano di acquisti di titoli di Stato almeno fino a fine 2017 e poi, appunto, la possibilità teorica di un potenziamento degli stimoli se il quadro dovesse peggiorare. Insomma il consiglio direttivo non ha ancora iniziato a discutere del tapering e ha concordato che non c’è una data precisa e che comunque potrebbe avvenire “nel corso dell’autunno” a detto dello stesso presidente. Per Timothy Graf, responsabile macro strategy di State Street Global Markets, “l’atteggiamento da colomba di Draghi è stato una sorpresa, considerata la recente tendenza verso una retorica più positiva”. Anche Brendan Lardner, senior portfolio manager del global active fixed income di State Street Global Advisors, se “a giugno, durante il Forum di Sintra, il commento del presidente Mario Draghi aveva sorpreso i mercati per il maggior utilizzo di toni da falco, adesso questo sentiment è stato smorzato dal tono più morbido. Mentre Draghi ha incrementato la probabilità dell’eliminazione di alcune misure politiche straordinarie in un futuro abbastanza prossimo, il meeting di ieri sembra essersi nuovamente concentrato sulle pressioni inflazionistiche più deboli all’interno dell’Eurozona e sulla necessità di un continuo supporto di politica monetaria”.
Draghi: "Del tapering ne parleremo in autunno"

European Parliament, Flickr, Creative Commons
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