Buone aspettative per i mercati emergenti per l’anno appena iniziato, con una crescita dell’azionario che potrebbe essere più sostenuta che nei paesi sviluppati. È quanto prevedono i gestori di East Capital, Jacob Grapengiesser e Tim Umberger, in Italia per incontrare gli investitori. Uno scenario favorito dal proseguimento di alcuni fattori di successo dei mercati nel 2019: la politica di tassi bassi della Fed, che sembra esser destinata a restare tale ancora a lungo, farebbe da traino anche nel 2020 alla crescita dell’azionario mondiale, paesi emergenti e di frontiera compresi. Ma c’è una ragione in più per puntare sugli emergenti: un possibile indebolimento del dollaro. Per Tim Umberger la fine del “peak dollar” potrebbe avvantaggiare il comparto. Il dollaro forte “è stato uno dei principali impedimenti alla ripresa”, ammette. Una freccia in più all’arco degli emergenti sono le politiche monetarie espansive delle banche centrali di molti di questi paesi, ad esempio Brasile, Russia, Turchia e India. Un contesto che spinge il gestore ad aspettarsi ritorni, “con una attenzione crescente se il dollaro dovesse indebolirsi”.
East Capital: il 2020 sarà l’anno degli emergenti

Jacob Grapengiesser e Tim Umberger, fund manager, East Capital
Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.