Nonostante l’impianto normativo semplificato abbia abbassato le barriere all’ingresso, gli Eltif restano strumenti sofisticati: investono in asset illiquidi, spesso poco familiari al retail, con orizzonti temporali prolungati e vincoli stringenti di holding period. Secondo la banca dati di ESMA al 7 marzo 2025 risultano registrati 159 Eltif, di cui 62 autorizzati nel solo 2024. Il mercato continua a confrontarsi con complessità operative e regolatorie: devono essere garantite una corretta profilazione dell’investitore, trasparenza sui costi e gestione delle attese nei momenti di illiquidità. Il consulente, pur libero dal vincolo di adeguatezza MiFID, assume un ruolo cruciale nella creazione di fiducia e comprensione. Gli ostacoli chiave oggi sono molteplici: sistemi di onboarding digitale ancora in evoluzione, moduli di simulazione dell’illiquidità spesso insufficienti, e una cultura finanziaria ancora acerba sia nella rete sia tra il retail. Soluzioni tecnologiche emergono - onboarding paperless, dashboard interattive, automazione dei flussi - ma richiedono investimenti e uniformità nei criteri di comunicazione. Servono inoltre interventi culturali: programmi di formazione mirati e iniziative di educazione finanziaria, sia per i distributori sia per il retail. Il tema è delicato: superare queste sfide è necessario se si vuole far evolvere davvero il modello distributivo degli Eltif, rendendolo compatibile con strumenti tanto innovativi quanto strutturalmente complessi. Se ne è discusso nella business breakfast di FundsPeople dedicata alle sfide della distribuzione di questi strumenti.
Eltif 2.0, le sfide della distribuzione tra complessità operative e regolatorie

Business breakfast Eltif 2.0. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
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