Eltif e sostenibilità: come rendere visibile l'impatto

Business breakfast Eltif 2.0. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
Business breakfast Eltif 2.0. Foto Enrico Frascati per FundsPeople

Con l’esplosione dell’offerta e l’allentamento delle soglie d’accesso, gli Eltif stanno vivendo una seconda giovinezza. Secondo i dati pubblicati da Esma al 30 giugno 2025 risultano autorizzati 196 Eltif in Europa, di cui 124 domiciliati in Lussemburgo, 38 in Francia e 13 in Italia. Un balzo netto rispetto ai 116 fondi censiti alla fine del 2023, che conferma l’effetto propulsivo della nuova disciplina introdotta dal Regolamento (UE) 2023/606, in vigore dal 10 gennaio 2024. L’obiettivo della riforma è chiaro: aprire i mercati privati al risparmio individuale, orientando capitali pazienti verso progetti infrastrutturali, transizione energetica, social housing e innovazione industriale.
In questo scenario il binomio rendimento e impatto non è più vissuto come un compromesso, ma come una proposta di valore. Anche l’investitore retail, sempre più informato e selettivo, chiede chiarezza sul modo in cui viene impiegato proprio capitale, quali benefici genera e con quali strumenti ne viene garantita la trasparenza. Ma come si costruisce un portafoglio realmente sostenibile, soprattutto in mercati privati dove mancano rating standardizzati e la rendicontazione ESG è più opaca? E come si trasmette in modo efficace al cliente finale il valore di un fondo che non distribuisce cedole nel breve ma genera benefici misurabili nel lungo termine? FundsPeople lo ha chiesto ai professionisti della selezione e distribuzione, nell’ultima parte della business breakfast sugli Eltif 2.0.

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