Un primo sguardo non restituisce quasi mai il quadro nel suo insieme. È così anche per le azioni dei mercati emergenti che sembrerebbero aver avuto un 2023 difficile. "Hanno registrato un rendimento del +5,8% a fine novembre 2023 rispetto al +20,4% che gli investitori avrebbero ottenuto mantenendo l’indice S&P 500, un indicatore della performance dei mercati sviluppati. Tuttavia, questo è un confronto leggermente fuorviante", dice Nick Payne, lead investment manager del team Jupiter Global Emerging Markets. Secondo l'esperto, in primo luogo, sopravvaluta sia l’impatto positivo delle “Magnifiche 7” aziende tecnologiche statunitensi sia l’impatto negativo del mediocre 2023 della Cina. "Per comprendere come si è comportata la maggior parte dei titoli dei mercati emergenti rispetto alla maggior parte dei titoli dei mercati sviluppati, è più ragionevole fare un paragone con l’indice MSCI EM ex China rispetto all’indice S&P 500 equamente ponderato", spiega. Così facendo, cambiano le cose. A detta di Payne, da questo punto di vista, i mercati emergenti, Cina esclusa, hanno reso +12,1% rispetto al +5,3% dei mercati sviluppati. "Possiamo dire che qualcosa stia funzionando qui", spiega.
Emergenti, quest'anno il più interessante mix di fattori per la performance dall’inizio degli anni 2000

Ryo Tanaka (Unsplash)
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