ESG, chi rinuncia all’IPO Saudi Aramco?

Roberto Grossi, Vicedirettore Generale, Etica SGR
Roberto Grossi, Vicedirettore Generale, Etica SGR

La domanda posta da Roberto Grossi, vicedirettore generale di Etica SGR, è certamente provocatoria, ma ha il merito di centrare in modo diretto il cuore del dibattito odierno sui molteplici approcci al tema della sostenibilità nell’ambito della gestione del risparmio. L’operazione che porta alla quotazione di Saudi Aramco, colosso saudita dell’energia di proprietà statale con un valore stimato tra i 1.500 e i 2.000 miliardi di dollari, apre certamente grandi possibilità da un punto di vista finanziario legate tanto alla dimensione del deal in sé quanto al ruolo di apripista nel piano di privatizzazioni collegato al programma Vision 2030 del Regno Saudita. A prescindere da quali siano le risposte, gli interrogativi per un investitore che voglia definirsi sostenibile sono molteplici e hanno a che fare con l’intero spettro di criteri ESG. Includono infatti il tema delle emissioni e della transizione energetica, quello della responsabilità sociale legata al sistema Paese così come un tema forte di governance societaria.

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