ESG: dieci anni per cambiare passo

Foto: Giorgio Fata
Foto: Giorgio Fata

“Abbiamo lanciato il nostro primo fondo nel 2001 e ci sono voluti dieci anni per arrivare a un miliardo di sterline. Nei successivi cinque anni abbiamo raggiunto i due miliardi di sterline e in ulteriori due anni e mezzo siamo arrivati a toccare quota quattro miliardi. Questo testimonia un forte interesse per il comparto. Il grande cambiamento che sta avvenendo è legato al crescente interesse per la modalità con cui sono raggiunti i risultati finanziari”. L’andamento delle masse in gestione della gamma di fondi sostenibili gestita da Peter Michaelis, head of Sustainable Investments di Liontrust AM, racconta di un cambio di marcia epocale avvenuto negli ultimi dieci anni nell’approccio degli investitori all’asset class. “L’evoluzione”, sottolinea Maria Folqué, Research and Analysis director di Funds People, collegando l’interesse degli investitori ad una maturazione dello stile di gestione, “è sintetizzabile con il passaggio da criteri di mera esclusione ad una maggiore compenetrazione dei principi di sostenibilità all’interno della filosofia di investimento: l’esclusione rimane ma l’attuale orientamento è definibile come best in class più engagement”. Un percorso ancora in atto poiché, come fa notare Giordano Beani, head of Multi-Asset Fund Solutions di Amundi SGR “secondo l’ultimo report della Global Sustainable Investment Alliance nei mercati sviluppati gli asset definibili come sostenibili ammontano complessivamente a 31 trilioni di dollari, ma ben 20 di questi rientrano nella categoria delle semplici esclusioni”.

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